«Daniele, guerriero in campo Era innamorato del calcio»
REGGIO EMILIA. «Viveva per il calcio. La notizia della sua scomparsa ci lascia distrutti». Non si placa il dolore del mondo sportivo per la morte di Daniele Sansone a 35 anni. L’allenatore del settore giovanile della Virtus Mandrio è stato trovato senza vita dalla sorella Roberta, nella sua casa.
«Abbiamo appreso con grande sgomento della morte di Daniele Sansone, tesserato della Tecnocasa Cibeno, una delle società storiche del nostro comitato – spiegano dal Csi carpigiano –. Il primo pensiero va alla famiglia per la grave perdita e poi ai dirigenti della Tecnocasa. Ce lo descrivono come un “guerriero” in campo, un ragazzo innamorato del calcio il quale, nonostante abitasse a Reggio, non aveva problemi a farsi tanti chilometri per stare in compagnia. Il pallone era la sua grande passione e ci hanno commosso i tanti messaggi arrivati anche sulle nostre pagine social. Come Comitato, nella prima gara che disputerà la Tecnocasa la settimana prossima ci attiveremo per ricordare Daniele con un minuto di silenzio».
Per fare chiarezza sulla scomparsa di Daniele si ricostruirà quanto accaduto qualche giorno fa quando il 35enne, in seguito a uno scontro di gioco, era stato medicato all’ospedale. Gli inquirenti stanno ascoltando alcune delle persone più vicine a Daniele, come la sorella Roberta.
«Daniele era innamorato del calcio, viveva per quello – spiega Simone Setti di Tecnocasa Cibeno –. Giocava con noi dalla scorsa estate ed era entrato subito in sintonia con la squadra. Martedì sera avremmo dovuto giocare la partita alla palestra Nazareno di Carpi contro gli Spartak, ma è stata cancellata per lutto e abbiamo ricevuto numerosi messaggi di condoglianze anche da parte dei giocatori della squadra avversaria. Nei giorni scorsi, in ospedale gli avevano dato qualche punto per uno scontro di gioco, ma ci eravamo sentiti dopo e stava bene. La tragedia della sua scomparsa ci lascia sgomenti».
Distrutti i famigliari: «I miei più bei ricordi con te li ho ovviamente nella nostra amata città di Napoli, quando io ero un adolescente e tu un bimbo – dice il cugino –. Non ti ho visto oggi e voglio sempre pensare che se non ci vedremo accadrà per il semplice fatto che tu sarai impegnato in qualche partitella con amici e a divertirti, in tal caso ti perdono».
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