Gli asili nido compiono cinquant’anni e Reggio li festeggia come luoghi di diritti
L’asilo intitolato a Genoeffa Cervi è stato il pioniere: oggi si contano 12 nidi comunali a gestione diretta e 13 in convenzione
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Solo pochi giorni dopo l’approvazione, il 6 dicembre 1971, della legge nazionale istitutiva degli asili nido, a Reggio Emilia venne aperto a tutti i cittadini il nido Genoeffa Cervi, che in precedenza poteva essere utilizzato solo dai dipendenti comunali, proprio perché mancava la normativa.
Ma quello nato e voluto 50 anni fa da cittadini e amministratori pubblici è stato solo il primo di una lunga serie. Oggi sono operativi dodici nidi comunali a gestione diretta, a cui si aggiungono i 13 in gestione convenzionata.
Una rete articolata, in grado di assicurare un livello di scolarizzazione nella fascia 0-6 tra i più alti in Europa. E anche quella proposta di integrazione tra pubblico e privato, arrivata molto più in là negli anni e non senza un aspro confronto politico, è probabilmente figlia della scelta voluta 50 anni fa, soprattutto dalle donne reggiane.
In mezzo secolo a Reggio la rete dei servizi dedicata alla fascia 0-3 anni è cresciuta e oggi dispone di 1.681 posti tra nidi comunali, convenzionati e sezioni primavera Fism. Un risultato che consente alla nostra città di raggiungere un tasso di scolarizzazione di oltre il 55%, uno dei più alti in Italia e superiore all’obiettivo europeo del 33%.
In Italia gli ultimi dati evidenziano invece come nel 2019 solo il 26,3% di bambini sotto i tre anni abbia frequentato una struttura educativa. Un lungo cammino, quello compiuto a Reggio, e che ha visto la nostra città prima pioniera e poi punto di riferimento internazionale per l’infanzia.
Per celebrare questa ricorrenza e il percorso compiuto, i nidi e scuole d’infanzia comunali hanno organizzato una serie di appuntamenti per il 6 e il 13 dicembre. Un percorso avviato già nei mesi scorsi, che proseguirà anche nel 2022 e che ieri, proprio all’asilo Cervi, l’assessore Raffaella Curioni, la presidente della Fondazione Reggio Children, Carla Rinaldi, il presidente e il direttore dell’Istituzione nidi e scuole, Cristian Fabbi e Nando Rinaldi, e l’insegnante Sonia Mariani hanno illustrato nel fare il punto anche sul presente.
«La nostra storia spiega perché Reggio non sia un posto qualunque rispetto ai diritti dell’infanzia – ha detto la Curioni – e come le scuole siano luoghi di democrazia e di partecipazione e precursori dei cambiamenti», ricordando come «ogni anno 30 milioni di euro del bilancio comunale sono destinati all’educazione 0-6 anni».
Fabbi ha sottolineato invece come «anche oggi negli incontri della Commissione nazionale per l’applicazione del Pnrr, di cui fa parte anche il sindaco Vecchi, si guardi all’esperienza di Reggio nella consapevolezza che non basta costruire asili se non vi l’adesione della comunità».
Il direttore Rinaldi ha invece annunciato «l’incremento di dieci posti a disposizione dei piccolissimi, che ora passano a 30», e fatto il punto sull’impatto della pandemia su nidi e scuole.
«Fino ad ora – ha detto – i focolai sono stati 10 e in un solo caso il contagio è stato causato da un adulto». La Mariani, infine, ha illustrato le iniziative svolte con i genitori già nel 2021 per un confronto sul passato e sul futuro dell’educazione rivolta all’infanzia.
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