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la nota dei consiglieri astenuti 

«Il Pd non vuole mandarla a casa Chiediamo di essere considerati»

«Il Pd non vuole mandarla a casa Chiediamo di essere considerati»

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Poviglio. «Siamo disponibili a valutare di volta in volta, senza nessun pregiudizio, i provvedimenti che ci verranno proposti sulla base dell’utilità che avranno per il paese, sempre e solo per il bene della comunità». I sei consiglieri di maggioranza, all’indomani del consiglio comunale che ha visto l’approvazione del bilancio di assestamento con soli tre voti favorevoli (a fronte di un’astensione loro e dell’opposizione) prendono la parole, e posizione, e intendono fare chiarezza sui rapporti con la sindaca Cristina Ferraroni con un documento firmato dal capogruppo di maggioranza Clara Zannoni e dei consiglieri Isa Malpeli, Juri Iemmi, Tommaso Di Pietro, Davide Dall’Asta e Jimmy Bigliardi.

LA POSIZIONE DEL PD

«Il Pd a differenza di quanto viene riportato, non ha mai avuto l’intenzione di “mandare a casa” nessuno. Siamo stati eletti con centinaia di preferenze e abbiamo piena titolarità a prendere parte alle scelte di questa amministrazione. Abbiamo chiesto di essere considerati con dignità. È ora di dire basta a narrazioni che ricercano solo colpevoli e che alimentano un clima di sfiducia dentro e fuori il Comune» di cono.

Il nodo dei conti

«È corretto ricordare – prosegue la nota – che l’attuale sindaca e l’assessore Sergio Cecchella, nel mandato precedente erano componenti della giunta con il secondo in carica come vicesindaco. Poi, una precisazione: l’amministrazione, a seguito del primo controllo istruttorio avviato dalla Corte dei conti, ha deciso di usufruire del decreto “Cura Italia”, portando alla cancellazione dei residui attivi, ovvero di crediti, la grande maggioranza dei quali nei termini di esigibilità, generando così un deficit a fine bilancio 2019 di quasi 2 milioni di euro. Ora la Corte, con una seconda istruttoria inviata al Comune a luglio e di cui la sindaca ha dato comunicazione verbale solo a settembre, punta il dito su questa amministrazione: viene chiesto un “corretto riaccertamento delle partite contabili”, si parla di “carente attività di recupero crediti” e di un “reiterato ricorso all’anticipazione di tesoreria”. La Corte sottolinea come nonostante l’incremento di aliquote e tariffe non vi sia stato “l’atteso incremento delle entrate”, che “la sofferenza di cassa continua a manifestarsi in modo preoccupante, col ricorso all’anticipazione di tesoreria anche per le annualità 2020 e 2021” e soprattutto che “i risultati raggiunti sono lontani dal raggiungimento dell’auspicato obiettivo della sana gestione e della stabilità economica”».

fondi non a rischio

«Ormai l’assestamento è stato approvato – continuano i consiglieri – e va precisato che, anche in caso contrario, non sarebbe successo nulla di quanto paventato dalla sindaca e dalla giunta: non sarebbe arrivato nessun commissario, non avremmo perso i soldi in arrivo dal ministero e la casa protetta avrebbe continuato ad essere presenza importante nel nostro territorio».

LE DOMANDE

«Come mai – interrogano i consiglieri – vi è stata un’agitazione sindacale da parte dei dipendenti dell’ente? Come mai è arrivato un esposto che mette in dubbio la nomina della vice segretaria e che rischia di vedere annullati tre mesi di atti e delibere? Che intenzioni ha questa amministrazione con Asp e la casa protetta? A luglio, Asp era il diavolo e adesso si attende il rinnovo del contratto di servizio? Precisiamo: nessuno di noi ha la minima idea di chiudere la casa protetta di Poviglio. Perché è stato interrotto il dopo scuola? Perché da inizio mandato non sono state rinnovate le consulte di frazione?».

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