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l’altro episodio 

Irruzione sul bus, il Comune chiede conto all’azienda

Adriano Arati

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SCANDIANO. Si intensificano gli sforzi, non sempre coronati da risposte, delle amministrazioni pubbliche del distretto ceramico per cercare di risolvere i problemi ormai costanti che caratterizzano il trasporto scolastico locale, affidato dal 2019 all’azienda pugliese Scoppio, vincitrice del bando indetto dalla centrale appalti regionale e basato principalmente sul criterio della migliore offerta economica. Già nell’annata 2020-21 non erano mancati i disagi, ridotti però dai lunghi mesi di lezioni a distanza. Da settembre, con la ripresa a pieno regime, le segnalazioni per corse annullate all’ultimo, ritardi, fermate saltate e tragitti errati sono aumentate e non poco, coinvolgendo principalmente i territori di Casalgrande e Scandiano, con corse dedicate a studenti di varia età: dalla scuola materna alle elementari sino alle superiori, per la corsa che dalle frazioni scandianesi porta a Gobetti.

In diverse occasioni, i due Comuni hanno messo a disposizione loro autisti per evitare che altri itinerari rimanessero scoperti, soprattutto nel caso di assenze dell’ultimo minuto dei guidatori al mattino. Un fenomeno che, con l’emergenza sanitaria ancora in corso e la stagione sempre più rigida, potrebbe vedere repliche, con tutte le sofferenze del caso per le famiglie. Pochi giorni fa, poi, alcuni genitori hanno riportato il racconto dei loro figli sull’irruzione di un giovane che, lungo via Statale, ha aperto la porta del pulmino fermo e ha urlato parole sconnesse verso l’autista. La segnalazione, che una madre ha reso pubblica tramite Gazzetta, è stata inoltrata all’ufficio scolastico comunale di Scandiano, i funzionari si sono rivolti ai gestori dell’azienda per avere un riscontro e per capire se fossero state avviate azioni di qualche tipo, ma al momento non è arrivata nessuna risposta formale da parte della ditta di trasporti.

Un quadro complesso che ha aperto la strada a valutazioni sul prosieguo del contratto quinquennale acceso nel 2019. Diverse amministrazioni hanno mandato diffide e richieste di chiarimenti alla Scoppio, ventilando anche la possibilità di avviare procedure di risarcimento danni. Al momento non sono stati fatti passi ulteriori, pur già ipotizzati dal sindaco di Casalgrande Giuseppe Daviddi, come esposti e denunce. Sempre da Casalgrande si torna a chiedere una revisione sia del bando di gara sia delle modalità per appalti su temi così delicati. In un distretto così vasto e popoloso, i numeri economici e degli abitanti costringono ora a passare dalla centrale regionale, con il rischio – verificatosi – di veder prevalere il mero criterio finanziario a scapito di realtà più esperte dell’area di azione e in grado di offrire maggiori garanzie.

Adriano Arati

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