L’omicida trasferito nel carcere di Modena
A Reggio, dove manca la sezione reati sessuali, tra i detenuti comuni l’incolumità di Mirko Genco sarebbe stata a rischio
Ambra Prati
reggio emilia. È stato trasferito nel carcere di Modena Mirko Genco, il parmigiano di 24 anni accusato di omicidio volontario pluriaggravato e di violenza sessuale aggravata in quanto reo confesso del femminicidio di Juana Cecilia Hazana Loayza, 34 anni, consumatosi nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 novembre nel parco di via Patti.
Il trasferimento è dettato da motivi precauzionali: dopo aver osservato la quarantena Covid in isolamento, il detenuto – definito modello, per il rispetto delle regole mostrato finora – avrebbe dovuto essere collocato a Reggio tra i detenuti comuni, ma in tal caso la sua incolumità sarebbe stata a rischio.
Si è quindi optato per il trasferimento a Modena, istituto penitenziario dotato di una sezione per reati ostativi: lì ieri Genco è stato collocato – e sarà tenuto sotto stretta sorveglianza – all’interno di un gruppo ristretto di reclusi che si sono macchiati di reati a sfondo sessuale.
Dal punto di vista dell’indagine, se la dettagliata confessione e l’audio di 53 minuti registrato con il cellulare dallo stesso assassino non lasciano alcun dubbio sulle sue responsabilità, la procura di Reggio sta proseguendo con gli accertamenti tecnici irripetibili, alla caccia di riscontri che possano fare chiarezza sulle numerosi contraddizioni del 24enne. In primis l’analisi dei cellulari di vittima e carnefice: l’incarico è stato affidato al perito Cristian Mauro di Parma, che dovrà analizzare non solo il “dialogo” tra le due utenze quella notte (quando Genco in due ore telefonò a Cecilia quattordici volte, senza ricevere alcuna risposta), ma anche il pregresso, vale a dire foto, vocali, messaggi WahtsApp da giugno (quando iniziò la breve relazione tra i due) fino a settembre, quando la giovane lo denunciò due volte per stalking. I carabinieri di Reggio, con il supporto dei colleghi di Parma, stanno continuando a scavare nel passato oscuro di Genco, figlio di una donna uccisa dal compagno tunisino, che ha replicato il medesimo terribile copione, come ha sottolineato la trasmissione di Rai1 “Porta a porta” di Bruno Vespa del 25 novembre scorso, che si è occupata del caso reggiano nell’ambito di una puntata dedicata ai femminicidi.
Ricordiamo che, a causa della doppia pesantissima imputazione, l’assassino rischia l’ergastolo. Il pm Maria Rita Pantani ha intenzione di giungere nel più breve tempo possibile – almeno sei mesi – all’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Da fissare il funerale di Cecilia, che sarà a carico del Comune di Reggio: la cerimonia dovrebbe svolgersi tra pochi giorni, ma per motivi burocratici la data non è ancora stata fissata.
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