Ospedale, ne parla il Consiglio ma non c’è accordo sul documento
SCANDIANO. Aumenta il ritmo delle manifestazioni delle minoranze del distretto ceramico rivolte al futuro dell’ospedale Magati di Scandiano e in particolare del pronto soccorso, chiuso dal marzo 2020 e destinato a riaprire nei primi mesi del 2022 con un orario inizialmente ridotto. Martedì sera, prima del consiglio comunale scandianese in cui largo spazio è stato dedicato proprio al Magati, di fronte all’ingresso principale dell’ospedale si sono ritrovati esponenti delle opposizioni, fra cui il consigliere di Scandiano Unita Angelo Santoro e i rappresentanti del Gruppo Misto Alessandro Nironi Ferraroni, Davide Beltrami (esponente di Italexit) e Chiara Ferrari (rappresentante della Lega). Con loro la con la coordinatrice provinciale di Italiexit, la presidente del circolo scandianese di Fratelli d’Italia Elena Diacci e il coordinatore provinciale della Lega Giovani Enrico Ferrari. I quattro consiglieri sono poi entrati in voluto ritardo alla seduta consiliare, come segno di protesta «per l’appiattimento delle forze di governo locali sulle scelte dell’Asl provinciale e per i tanti errori commessi negli anni passati; errori che hanno condotto all’attuale disastrosa situazione».
Nel corso della successiva sessione, è stato messo al voto un ordine del giorno presentato da un’altra forza di opposizione. Un documento similare a quello valutato lunedì sera durante il consiglio comunale del limitrofo Comune di Casalgrande, anch’esso ovviamente interessato al Magati. Nel testo, la richiesta di un pronunciamento delle assemblee consiliari in favore dell’apertura 24 ore su 24 del pronto soccorso e sul mantenimento del servizio di auto medica a disposizione della struttura locale. A Casalgrande, l’ordine del giorno è stati approvato a maggioranza, con i voti dei 5 Stelle, della maggioranza civica e della Lega e l’astensione del Pd. A Scandiano, invece, il gruppo Pd che governa il Comune ha inoltrato un emendamento corposo al testo, a quel punto ritenuto stravolto dai pentastellati, che hanno ritirato il documento. «Questo emendamento avrebbe impegnato giunta e sindaco a farsi garanti della riorganizzazione del servizio di Primo Intervento e auto medica nei termini esplicitati dal direttore generale dell’Ausl, senza nessuna presa di posizione contro l’ipotesi di un ridimensionamento», spiegano i 5 Stelle. «È del tutto evidente che per noi risulti assolutamente inaccettabile perché avrebbe eliminato radicalmente quello che era l’obiettivo stesso del nostro atto. Non hanno fatto altro che confermare quanto questa politica sia distante dai cittadini e dalle loro preoccupazioni». La richiesta di incontro aperto «non ha ancora avuto riscontro».
Adr. Ar.
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