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Unimore mette in campo l’intelligenza artificiale per studiare la pandemia

L.V.
Unimore mette in campo l’intelligenza artificiale per studiare la pandemia

Si chiama “Epico19” ed è la ricerca dell’università  azienda Terraria  e start-up Studiomapp per capire la diffusione del virus

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REGGIO EMILIA. Dell’epidemia da Covid si conoscono sempre di più nuovi particolari: da dove arrivano le diverse varianti, quali organi umani la malattia colpisce e danneggia in modo particolare. Di volta in volta si identificano poi le generazioni più vulnerabili in ragione delle persone che essa coinvolge.

Ma i misteri restano ancora tanti e si punta, attraverso le vaccinazioni preventive, a contenerne almeno la diffusione del contagio. Fra gli aspetti ancora misteriosi c’è la spiegazione del modo in cui il virus si diffonde tanto rapidamente da un continente all’altro.

Per chiarire questo aspetto e mettere a punto adeguate misure di prevenzione e contenimento della pandemia, ora ci si chiede quanto potrebbe servire il contributo degli scienziati che sono in grado di utilizzare l’intelligenza artificiale e di leggere, ad esempio, i dati satellitari.

Proprio questo è il tema al dell’incontro di studiosi di diversi poli universitari in programma oggi pomeriggio (dalle 14) nell’aula magna dell’ateneo reggiano. Il convegno è di rilievo nazionale perché diventa momento di condivisione con la popolazione, con ricercatori e ricercatrici, studenti e studentesse, dei dati epidemiologici del Covid al fine di valutare le metodologie di contrasto all’infezione da Sars-CoV-2. Oltre che per capire come va considerato il nuovo peggioramento del quadro epidemiologico e quali sono le possibili implicazioni nella diffusione della variante Omicron da poco identificata nell’Africa Australe.

Molte risposte saranno tratte dai risultati del progetto Epico19 (Epidemiological and logistic Covid- 19) sostenuto dall’Agenzia Spaziale Europea Esa e realizzato con l’apporto di un consorzio formato da due aziende di alto contenuto tecnologico, la capofila Terraria e la start-up Studiomapp, che hanno operato insieme agli igienisti di Unimore rappresentati dal professore Marco Vinceti e dal dottore Tommaso Filippini in collaborazione con il servizio epidemiologico dell’Ausl di Reggio diretto dal dottor Paolo Giorgi Rossi.

A tale proposito il professor Vinceti anticipa che «la disponibilità di dati e tecnologie apparentemente così distanti dall’ambito epidemiologico come quelli di origine satellitare o della telefonia mobile e della meteorologia, ha permesso di effettuare sintesi virtuose e tecnologicamente avanzate in grado di offrire modalità di sorveglianza e anticipazione dell’evoluzione pandemica particolarmente efficaci ed innovative».Durante l’evento il rappresentante Esa, l’ingegnere Nil Angli, illustrerà il prezioso contributo derivato dai dati satellitari e gli altri possibili strumenti d’alta tecnologia utilizzabili per lo sviluppo di modelli previsionali quali, ad esempio, le tecniche di “Machine learning”, la telefonia cellulare e altre metodologie innovative.

Per questi particolari sono attesi contributi dal dottore Tommaso Filippini igienista di Unimore, dai professori Marco Mamei e Sergio Teggi della scuola di Ingegneria di Unimore, dalla professoressa Paola Berchialla docente di statistica all’Università di Torino. Previsti contributi anche dal professor Carlo Signorelli ordinario di Igiene all’Università San Raffaele di Milano, dottor Patrizio Pezzotti dell’Istituto Superiore di Sanità, Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler di Trento, dottoressa Chiara Di Girolamo dell’assessorato regionale Emilia Romagna e dottor Antonio Russo epidemiologo Ats di Milano. Chi è interessato a partecipare ai lavori può registrarsi sul sito www.creagen.unimore; per seguire in diretta collegarsi al sito tv.unimore.it.



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