«Volevano lasciare mia figlia ai vicini»
Ancora problemi col trasporto scolastico a Scandiano. Una madre: «Hanno sbagliato indirizzo, i bimbi non sono pacchi»
Elisa Pederzoli
SCANDIANO. Quella di lunedì non è stata davvero una giornata facile per il trasporto scolastico a Scandiano. Il primo guaio è stato la cancellazione della corsa del mattino per la scuola materna, che si sta trascinando dietro uno stuolo di proteste. Ma anche la corsa del pomeriggio non è andata liscia. Lo racconta una mamma: «Hanno portato mia figlia di 3 anni all’indirizzo della nostra residenza, quando è dall’inizio dell’anno scolastico che ho chiesto che venga portata a casa dei nonni perché a casa nostra non c’è nessuno».
Il problema è che davanti all’errore, dallo scuolabus avrebbero optato per una soluzione che fa discutere. «Dopo aver suonato e capito che non c’era nessuno, come confermato da una vicina che si è affacciata, mi hanno telefonato chiedendomi se potevano lasciarla ai vicini... – racconta la madre, Alessia D. – Per fortuna che non mi trovato molto lontana, ho detto di aspettarmi e ho fatto una corsa per arrivare, affinché la affidassero a me e non ad altri».
Ma l’episodio per la famiglia di Scandiano è stato sufficiente per decidere di togliersi definitivamente dal servizio. «Perché un bambino non è un pacco che puoi lasciare al vicino – racconta – E poi non capisco perché l’abbiano lasciata all’indirizzo di casa. Noi non usavamo il trasporto del mattino, ma solo quello del pomeriggio. E da inizio hanno è sempre stata portata a casa dei miei genitori. Cosa è successo? Quanto accaduto è stata davvero una cosa pessima».
Di certo, in servizio sul mezzo non c’erano l’assistente né l’autista che solitamente si occupano di quel tragitto e che dunque sono a conoscenza di dove deve andare ogni bambino. Ma c’era personale che non era, evidentemente, in possesso di tutte le corrette istruzioni. L’autista “di ruolo”, del resto, già al mattino era stato assente, tanto che la corsa di andata per la scuola materna era saltata. Non senza causare problemi, dal momento che tante famiglie erano già in strada al freddo con i piccoli pronti per la scuola quando hanno realizzato che lo scuolabus non sarebbe passato e poi hanno ricevuto conferma prima dall’assistente, quindi dal Comune.
Il caso della bambina portata all’indirizzo sbagliato non fa che gettare benzina sul fuoco. Con le famiglie che ormai sono alleate nel chiedere risposte e spiegazioni all’amministrazione comunale.
«Ho chiamato il Comune, mi hanno detto che ho fatto bene a segnalare, che sono cose che non devono succedere. Ma a questo punto, noi rinunciamo al trasporto perché per fortuna siamo in grado di farlo. Ma non possiamo vivere con l’ansia che qualcosa non funzioni a dovere, come è successo con nostra figlia» confida la donna. Tante mamme e papà in queste ore si interrogano sulla situazione e attendono che arrivino risposte.
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