Finta sede in Svizzera per non pagare le tasse Evasi 250mila euro
Le indagini delle Fiamme gialle sono risalite fino al 2015 L’azienda reggiana si occupa di servizi informatici e design
Leonardo Grilli
reggio emilia. Sede in Svizzera ma attività lavorativa interamente svolta in Italia. Un escamotage per evadere il fisco e pagare meno tasse, quello messo in piedi da anni da un’azienda reggiana, venuto però alla luce grazie alle indagini delle Fiamme gialle del comando provinciale di Reggio Emilia.
I responsabili saranno ora chiamati a restituire circa 250mila euro di imposte sottratte alla collettività. Ma non verranno denunciati: secondo la legge vigente, infatti, la cifra evasa è troppo bassa per far scattare anche la denuncia.
Nei guai è finita una società di Rubiera attiva nel settore dei servizi informatici e di design che aveva collocato la propria sede nella Confederazione Elvetica ma che, di fatto, aveva stabilito il suo organo di controllo e il centro dei propri interessi e affari nel Reggiano. Il controllo fiscale svolto dai militari della tenenza di Correggio ha consentito di appurare come la scelta della Svizzera fosse soltanto un modo per beneficiare di una minore tassazione sugli utili e di occultare al fisco l’ammontare complessivo dei ricavi e del reddito imponibile.
Sul conto della società – la cui proprietà delle quote e l’effettiva amministrazione sono riconducibili per lo più a persone residenti a Rubiera e nella nostra provincia – i finanziari hanno trovato numerosi elementi e indizi a conferma del fatto che le attività amministrative e gestionali, oltre all’oggetto principale dell’attività, fossero svolte in Italia.
In Svizzera la società aveva collocato e allestito solamente un ufficio utilizzato come schermo, un fenomeno, spiegano le Fiamme gialle, chiamato in gergo “esterovestizione”: ovvero la «fittizia localizzazione della residenza fiscale di una società all’estero, in particolare in un Paese con trattamento fiscale più vantaggioso di quello nazionale, al fine di sottrarsi al regime nazionale». In altri termini, una società simula di essere residente in un altro Paese, spesso uno dei tanti “paradisi fiscali”, per non essere assoggettata al regime tributario italiano.
La lente delle Fiamme gialle è risalita fino al 2015, contestando violazioni degli obblighi relativi alla contabilità, l’omessa istituzione dei libri, dei registri e delle scritture contabili in Italia e l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte.
Il controllo ha fatto emergere un reddito imponibile complessivo non dichiarato di circa mezzo milione di euro, ricostruito sulla base della documentazione acquisita, mentre la finta localizzazione in Svizzera ha consentito alla società di evadere circa 250mila euro.
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