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Furti in piscina, condannato a un anno e 5 mesi

Furti in piscina, condannato a un anno e 5 mesi

L’uomo era stato arrestato in flagranza mentre, in costume, forzava gli armadietti e si impossessava del denaro

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Guastalla. È stato condannato dal giudice Chiara Alberti a un anno e cinque mesi (pena sospesa) Simone Vinco, l’operaio di Gualtieri accusato di una serie di furti avvenuti negli spogliatoi della piscina la scorsa stagione estiva.

Il pubblico ministero aveva chiesto due anni di pena per il reato di furto che gli era contestato. L’uomo, che era difeso dagli avvocati Cristina Reda e Matteo Iotti, aveva già rilasciato spontanee dichiarazioni nel corso della precedente udienza, dove si assumeva la responsabilità di soli tre furti, e tra l’altro se ne scusava.

L’avvocatessa Reda, in aula, aveva chiesto il minimo della pena per l’uomo che abita a Santa Vittoria.

Il suo arresto risale allo scorso mese di agosto. Dopo che già dal mese di giugno alcuni frequentatori del centro piscine si erano ritrovati con gli armadietti degli spogliatoi forzati e i portafogli spariti, erano scattate le indagini dei carabinieri di Guastalla dopo le segnalazioni.

E il ladro, alla fine, era caduto nella rete tesa dai militari dell’Arma grazie a un portafoglio “trappola”.

La telecamera che inquadra la zona in cui sono collocati gli armadietti degli spogliatoi aveva infatti registrato l’azione dell’uomo che, in costume da bagno, si avvicinava a un armadietto chiuso con lucchetto, all’interno del quale il titolare della struttura di via Sacco e Vanzetti, come da intese con i carabinieri, aveva riposto come “trappola” un portafoglio con 5 euro in moneta, facendosi notare dal sospetto.

Due carabiniere in diretta davanti agli schermi hanno visto l’uomo forzare il lucchetto impossessandosi dei 5 euro. Erano subito intervenute, trovando il 39enne con ancora in mano le monete: non c’erano dubbi su chi fosse il responsabile dei furti che ha creato grande agitazione all’interno della struttura sportiva. Simone Vinco era stato quindi arrestato in flagranza di reato ed era finito agli arresti domiciliari, da dove poteva uscire solo per recarsi al lavoro.

Vinco, durante l’udienza di convalida, si era assunto la responsabilità di tre furti – negando però di essere coinvolto in due episodi avvenuti nel mese di giugno – ammettendo anche di essere evaso dagli arresti domiciliari per andare a recuperare la sua auto rimasta nel parcheggio del centro piscine quando era scattato l’arresto.

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