Autobrennero e i dubbi dei soci La Bretella non è dietro l’angolo
Han diffidato il cda ad aderire al rinnovo col project financing Il Comitato: «Sì al bando europeo, poi ripensare al resto»
rubiera. Sulle sorti della Bretella Campogalliano-Sassuolo (e quindi della tangenziale di Rubiera), così come dell’autostrada regionale Cispadana (Reggiolo-Ferrara) pesa il rinnovo della concessione dell’autostrada A22, scaduta nell’aprile del 2014 e oggi in regime di proroga. La soluzione del Partenariato pubblico privato sotto forma di finanza di progetto giunta nell’approvazione definitiva del Decreto infrastrutture al Senato, e salutato con soddisfazione dai favorevoli alle due opere, sembra non essere scontata. Ad affrontare la questione nei giorni scorsi è stato Vincenzo D’Arienzo, senatore veronese del Pd e componente della Commissione lavori pubblici a Palazzo Madama, secondo il quale «i soci privati della società che gestisce l’autostrada A22 Modena-Brennero hanno diffidato il consiglio di amministrazione ad aderire all’opportunità offerta di rinnovo della concessione con la modalità della finanza di progetto». «Credo che questo sia un colpo mortale. Nonostante le continue disponibilità – ha detto D’Arienzo – la società continua a litigare inficiando il rinnovo della concessione».
Una novità che va in direzione opposta rispetto alla scelta del Senato, che il 5 novembre aveva dato l’ok definitivo alla conversione in legge del decreto Infrastrutture, che conteneva un emendamento che autorizzava il ricorso al project financing per riaffidare la concessione trentennale della A22 alla Società Autobrennero. Con la scelta dei soci privati, ora torna in pista la possibilità della gara europea, con la conseguenza che Cispadana e Bretella, tornano in dubbio: «Mentre l’Europa sta valutando se accettare la compatibilità della finanza di progetto con l’omogeneità europea nel comparto delle concessioni autostradali– ha detto ancora il senatore Pd – ecco la tegola della contrarietà dei soci privati. A questo punto, credo non ci siano più alibi all’effettuazione della gara europea».
Le reazioni in terra emiliana non si sono fatte attendere. Legambiente Modena è intervenuta dichiarando come questa è «dimostrazione di come il percorso per ottenere il rinnovo senza gara europea fosse pasticciato e non trasparente». Sul versante reggiano è il Comitato Agricoltura Ambiente di Bagno, che si batte contro il tracciato della tangenziale di Rubiera (opera collegata alla Bretella) a intervenire. «Noi siamo ancora in attesa di vedere il Puc e quindi il tracciato della tangenziale. Non è ancora iniziata la Conferenza dei servizi e bisogna ancora capire chi pagherà l’opera – fa notare il presidente Giorgio Bonacini – Oggi, quei progetti di bretella e tangenziale da una parte sono presentati come importanti dal punto di vista economico per il nostro territorio, come di grande impulso, ma dall’altro è un aspetto che si è deteriorato. Sono passati trent’anni da quando sono stati pensati. Non possiamo pensare di andare a fare questo investimento solo perché ci sono i soldi, in un territorio già molto fragile e dove non è nemmeno più davvero utile alle ceramiche. Visto che Autobrennero è così brava nella gestione delle strade, tanto di capello, aspettiamo che per il rinnovo della concessione si passi per il bando europeo. E poi a bocce ferme si decida se davvero questo territorio ha bisogno di quelle opere».
Elisa Pederzoli
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