I nuovi positivi sono 123 Nessun decesso due ricoveri in ospedale
REGGIO EMILIA. Anche la Regione Emilia-Romagna è pronta a partire con la vaccinazione anti-Covid per i più piccoli, dopo il via libera arrivato da Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e le indicazioni della struttura commissariale nazionale. Lunedì 13 dicembre scatteranno le prenotazioni per la fascia d’età 5-11 anni, e da giovedì 16 si inizierà a vaccinare. La platea interessata è di 240mila persone.
Si potrà prenotare tramite i consueti canali: sportelli Cup, Cupweb, Cuptel, Fascicolo sanitario elettronico, app Er Salute, farmaCup; sono inoltre previste ulteriori modalità che le Aziende sanitarie comunicheranno sui rispettivi territori. Le somministrazioni saranno effettuate negli hub e nei punti vaccinali, dove saranno individuati percorsi dedicati, anche con il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta.
A Reggio Emilia la platea di vaccinabili è di 34mila bambini. «Di questi – spiega la dottoressa Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’Ausl – circa 1.500 sono affetti da patologie croniche già in cura presso i nostri servizi. Stiamo pensando di offrire modalità differenti di vaccinazione per questi bimbi rispetto agli altri sani o con patologie lievi».
L’adesione che ci si aspetta si aggira intorno al 50%.
«Questo – spiega la dottoressa Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio – perché si sentono voci discordanti in merito alla vaccinazione dei bambini, e i genitori non sono del tutto tranquilli. Se è vero che la maggioranza dei piccoli non sviluppa una malattia grave, è pur vero che forme gravi possono capitare. Ed è ormai evidente che i bambini sono fonte di contagio, anche tra loro. Lo dicono i numeri che la fascia di età più colpita in questo momento è proprio quella tra i 6 e gli 11 anni».
Oltre all’aspetto sanitario c’è poi da fare una considerazione sulla loro salute mentale: «Tornare in isolamento, magari in didattica a distanza, senza possibilità di praticare sport e vedere i propri amici e coetanei è un rischio molto grosso per i bambini e ragazzi. A causa della pandemia, purtroppo, si sta registrando un importante incremento di disagi psichici nell’età infantile e adolescenziale, con un grande ricorso a specialisti. Oltre a pensare che un bambino che si infetta è vettore per altri (magari fragili), non possiamo dimenticare che la socialità incide sul futuro di ogni bambino».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google