I posti letto Covid verso l’esaurimento Ora si toglieranno alle altre patologie
Con l’aumento dei contagi e degli ospedalizzati si torna alle riconversioni. In terapia intensiva quattro non vaccinati
Martina Riccò
REGGIO EMILIA. Un anno fa, in questi giorni, il sistema ospedaliero era al collasso ed era nell’aria l’ipotesi di allestire un ospedale da campo in città che potesse accogliere i ricoverati positivi al Covid.
Oggi la situazione è ben diversa – lo si deve alla campagna vaccinale – ma «è già occupato il 65% dei posti letto Covid, ossia il limite che ci consente di non togliere posti letto ai non Covid». A dichiararlo è la dottoressa Laura Cavazzuti del presidio ospedaliero in occasione della conferenza stampa settimanale con cui l’Ausl reggiana fa il punto sulla diffusione del Covid nella nostra provincia.
«Stiamo assistendo a un aumento dei contagi e di conseguenza delle ospedalizzazioni – commenta Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl – non è una crescita esponenziale, come quella che registravamo in questo periodo un anno fa, tuttavia è costante. Vedremo quando raggiungeremo il plateau: negli ultimi due giorni i valori sono rimasti stabili, ma sono piuttosto alti...».
CONTAGI E RICOVERI
Ogni giorno sono due-tre le persone positive al Covid a essere ricoverate in ospedale. Al momento (i dati sono quelli di ieri) sono 50 i pazienti positivi ricoverati in ospedale, di cui quattro in terapia intensiva. Questi ultimi sono persone con un’età media di 62 anni, non vaccinate. Ci sono poi dieci pazienti in Pneumologia, 22 nel reparto di Malattie infettive, altre 14 a Scandiano (queste con un’età media di 77 anni). I dati confermano quanto già evidenziato nelle scorse settimane, e cioè che più aumenta la gravità del paziente e meno probabilità ci sono che questo sia vaccinato.
«Questo aumento lineare ma costante di contagiati – spiega la dottoressa Cavazzuti – ci ha già imposto una riconversione di alcuni posti letto, una decina, nell’ultima settimana. I posti letto Covid sono al momento 70, con un’occupazione media del 65%. Ci preoccupa il fatto che se i contagi continueranno a salire dovremo procedere ad altre riconversioni andando a sottrarre posti letto a pazienti affetti da patologie diverse dal Covid».
Una preoccupazione non da poco considerando la pressione che le altre patologie stanno producendo sugli ospedali, complice anche la stagione invernale: «Ogni giorno il presidio ospedaliero fa una valutazione dei posti letto a disposizione – spiega la dottoressa Cavazzuti – decidendo quindi come affrontare i vari ricoveri: la difficoltà sta nel capire quale spazio possa essere liberato e reso disponibile ai Covid, senza però peggiorare l’assistenza ai malati non Covid».
CAMPAGNA VACCINALE
Continua nel frattempo la campagna di vaccinazione, che ora prevede la somministrazione di prime, seconde e terze dosi. Ogni giorno vengono somministrate tra le 180 e 300 prime dosi, mentre le terze dosi hanno già superato le 73mila. Per far fronte alla crescente richiesta di vaccinazioni, l’Ausl ha deciso di aprire nuove sedi vaccinali. Nel distretto di Reggio Emilia, all’ex ospedale Spallanzani si affiancheranno il Padiglione Ziccardi di via Amendola 2 oltre alla Casa del Dono in via Clementi; nuovi spazi saranno allestiti ai Poliambulatori del Santa Maria Nuova. Nel distretto di Guastalla il centro vaccinale si trasferirà al primo piano del corpo centrale dell’ospedale, ampliando postazioni vaccinali e offerta, mentre nel distretto di Correggio è prevista la riapertura del centro vaccinale alla Casa della Salute di Fabbrico. Nei distretti di Montecchio e Castelnovo Monti verranno usati spazi adiacenti ai centri prelievi, mentre sono già state aumentate le postazioni al centro vaccinale allestito alle Fiere di Scandiano. «Il nostro obiettivo – sottolinea Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’Ausl – è quello di non fare scadere a nessuno il green pass, ci eravamo attestati sulle duemila vaccinazioni al giorno ma arriveremo presto a quota 4mila».
Ora è possibile ricevere la terza dose del vaccino anche in farmacia (a patto di aver scritto tutti “No” sulla scheda anamnestica), in questo caso non è necessario attendere il messaggio dall’Ausl, basta prendere appuntamento direttamente nelle farmacie che offrono il servizio. In farmacia si può anche andare per modificare l’appuntamento vaccinale arrivato con il classico sms dall’Ausl: «In questo modo aiuteremo i cittadini poiché le linee telefoniche sono spesso occupate», chiarisce la dottoressa Natalini.
In vista dell’obbligo vaccinale che dal 6 dicembre scatterà per personale scolastico e forze dell’ordine, a queste categorie è consentito l’accesso diretto (cioè senza prenotazione) in uno dei centri vaccinali a disposizione. Lo stesso vale per il personale sanitario.
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