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In quarantena 28 classi altre 106 sotto osservazione

M.R.
In quarantena 28 classi altre 106 sotto osservazione

Sono 23 i focolai attivi nelle scuole, ma i numeri cambiano rapidamente L’Ausl: «È fondamentale che chi è in isolamento preventivo stia in casa»

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REGGIO EMILIA. Sono 23 i focolai attivi nelle scuole della provincia, ma le 106 classi in attesa dell’esito del tampone potrebbero far aumentare il numero già a partire dai prossimi giorni. Le scuole restano le sorvegliate speciali di questa fase pandemica caratterizzata da un aumento di contagi che riguarda nel 40% dei casi bambini e ragazzi tra i 6 e gli 11 anni.

Non che siano le classi il luogo in cui per forza avviene la diffusione (è ancora in vigore l’obbligo di mascherina, i banchi sono distanziati e le aule vengono spesso areate), ma è nella natura di questa fascia anagrafica incontrarsi e mescolarsi. Sono infatti stati registrati anche focolai in diversi contesti di attività sportiva, con anche 9-10 positivi su un gruppo di 15 ragazzi. A fare il punto sulla situazione è la dottoressa Emanuela Bedeschi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica da due anni in trincea a occuparsi, tra le altre cose, del tracciamento di casi positivi al Covid. «In una settimana abbiamo aumentato di 3.000 unità il numero di tamponi effettuati in ambito scolastico» spiega, dando così subito la misura del fenomeno. A essere interessati dai focolai sono una sezione di nido, dieci classi delle elementari, sei classi delle medie e altre sei delle superiori. Attualmente si trovano in quarantena 28 classi: 16 tra nidi e scuole dell’infanzia, sei alle medie e sei alle superiori. La situazione è circa la stessa in tutti i distretti della provincia, con un numero maggiore di contagiati a Reggio e Scandiano. Ci sono classi in cui i positivi sono addirittura 14-16. «Sono numeri in continua mutazione – sottolinea Bedeschi – perché per esempio adesso stiamo tenendo in osservazione altre 106 classi, di cui 56 in attesa del primo tampone. Si tratta di scolaresche che sono attualmente in isolamento preventivo, se l’esito darà altri positivi potrebbe scattare la sospensione dell’attività scolastica in presenza».

Dopo le giravolte del governo, a scuola è tornato in auge il protocollo che prevede la quarantena con un caso positivo nei nidi e scuole dell’infanzia, due casi positivi alle medie e tre casi positivi alle superiori. Quando viene riscontrato anche solo un positivo parte il tracciamento, con il gruppo classe che resta a casa da scuola in attesa dell’esito del primo tampone (che viene effettuato nel più breve tempo possibile). In base al risultato e all’indagine epidemiologica, si decide se la classe resterà in quarantena o se i negativi potranno tornare a scuola. Anche con tre casi non è detto, infatti, che ci si trovi di fronte a un focolaio, perché è comunque fondamentale capire chi ha avuto contatti diretti con chi e quando. All’indomani dell’emissione della definitiva circolare ministeriale sulle procedure da applicare in ambito scolastico in caso di contagio, il dipartimento di Sanità pubblica ha incontrato i presidi e l’Ufficio scolastico provinciale per mettere a punto le modalità di comunicazione: «Il rapporto tra noi e la scuola è molto stretto – assicura Bedeschi – e così riusciamo a gestire la situazione».

C’è però una criticità: «Ci siamo accorti che i bambini e i ragazzi in isolamento e in attesa del primo tampone non si astengono sempre dalla vita in collettività, come invece si dovrebbe. E così, ad esempio, nel giro di qualche giorno registriamo focolai nelle squadre frequentate dai bambini della classe tenuta sotto controllo. Il richiamo va fatto anche agli adulti, ovviamente: ci sono persone che prima di sottoporsi al tampone vanno in giro come se nulla fosse con tosse, febbre, malessere. A fronte di una sintomatologia del genere ci si deve fermare e fare il tampone, per non rischiare di contagiare gli altri».

M.R.

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