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CASTELNOVO MONTI, Azienda consortile Teatro Appennino 

«Infondate le accuse sulla gestione dei servizi ai minori»

Adr.Ar.

Borghi e Bini replicano alla psicologa Beretti che contestava l’espansione delle competenze: «Un danno a chi vi opera»

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CASTELNOVO MONTI. «Le accuse sulla gestione dei servizi minori all’Azienda consortile Teatro Appennino? Sono accuse senza fondamento che vanno a discapito in primis proprio delle persone che vi operano».

Replicano così Tiziano Borghi ed Enrico Bini, rispettivamente presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Castelnovo Monti, alla psicologa carpinetana Nicoletta Beretti, che nei giorni scorsi ha contestato la scelta di affidare i servizi dell’Area minori del territorio montano alla Asc (Azienda speciale consortile) Teatro Appennino, società privata di proprietà pubblica nata per gestire il teatro Bismantova.

Oggi dalla Asc, la cui proprietà è divisa fra Comune di Castelnovo Monti e Unione appenninica, dipendono anche altre diverse attività, fra cui appunto quelle dell’Area minori.

Nicoletta Beretti, che in settembre ha partecipato a un concorso per psicologi indetto dall’Azienda speciale consortile, non ritiene corretto che sia un’Asc creata per altri scopi a curare un settore così sensibile. Sostiene inoltre che la presenza di soggetti privati non dà garanzie di limpidezza.

L’intervento della psicologa carpinetana Nicoletta Beretti è stato ripreso anche da Alessandro Davoli e Alberto Bizzocchi, esponenti del centro-destra in Unione.

«Vogliamo rimarcare che l’Asc è un ente completamente pubblico, detenuto esclusivamente dal Comune di Castelnovo Monti e dall’Unione dei Comuni. Le aziende speciali consortili sono realtà che hanno una funzione mutualistica, nascono dalla volontà di due o più soggetti di unire, coordinare e condividere le rispettive organizzazioni, al fine di migliorare le loro attività ed interventi in specifici ambiti di interesse territoriale», ribadiscono all’opposto Borghi e Bini.

Medesimo discorso per l’ambito al centro del contendere: «Il conferimento di competenze, compresa l’Area minori (ma spesso anche l’Area adulti, l’Area anziani, l’Area disabilità) ad Asc di questo tipo che sono, lo ripetiamo, enti pubblici senza alcuna commistione pubblico-privata, è stata adottata da molti Comuni ed Unioni di Comuni, in Emilia-Romagna come in Veneto o in Lombardia e altre Regioni, da ormai diversi anni», si sottolinea.

Per quanto riguarda il bando, «gli atti dell’Asc sono regolati come quelli degli enti pubblici, anche per la selezione del personale quando si ravveda l’esigenza di effettuare assunzioni. La trasparenza di questi atti quindi, è la medesima di ogni concorso pubblico».

Nel caso citato dalla psicologa, «non si trattava di un procedimento di assunzione, ma di una semplice raccolta di disponibilità da parte di psicologi, che possano essere poi coinvolti in progetti ed azioni coordinate dall’Asc. Un atto pienamente lecito e regolare, tanto che la stessa dottoressa Beretti vi ha partecipato».

La Beretti aveva poi parlato delle difficoltà a segnalare questioni simili, spiegando di poterselo “permettere” perché in una posizione di tranquillità; diverso sarebbe stato per chi avesse necessità urgente dell’incarico. La risposta di Borghi e Bini è secca: «Paventare irregolarità, scarsa trasparenza, criticare le modalità di lavoro dell’Asc, oltre a rappresentare accuse senza fondamento, va a discapito in primis proprio delle persone che vi operano, che presentano tutte professionalità importanti e certificate, e che si trovano ad agire in settori estremamente delicati proprio come l’Area minori».

Adr.Ar.

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