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Poviglio, la crisi politica in municipio 

«Non abbiamo lasciato debiti e la sindaca sapeva tutto»

La maggioranza del mandato 2014-19 replica alle parole di Cristina Ferraroni «Non c’è mai stato alcun pre-dissesto, solo tasse non pagate da cittadini»

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Poviglio. Non si placa a Poviglio la tensione interna alla maggioranza. Dopo le dichiarazioni alla Gazzetta della sindaca Cristina Ferraroni, arriva la presa di posizione del gruppo di maggioranza del mandato 2014-2019.

Oltre che dagli attuali consiglieri Bigliardi, Malpeli, Zannoni, Iemmi e Di Pietro, il documento è firmato anche dall’ex assessore Domenico Donelli e dall’ex consigliera Roberta Dallasta. «Sui conti – spiega la nota – vogliamo fare chiarezza, perché riteniamo irricevibile la narrazione della sindaca. Assieme a noi, era consigliere di maggioranza e assessore nel mandato 2014-2019, e parla di scoperte fatte dopo essere stata eletta. Viene da chiedersi dove fosse quando, nelle sedute di consiglio comunale, veniva presentata una slide con cifre precise, incentrata sui tributi non pagati. Stessa presentazione veniva fatta nelle assemblee pubbliche e nei confronti con le organizzazioni sindacali, nonché nelle riunioni di maggioranza e nelle direzioni operative, aperte agli assessori, tra cui l’allora vicesindaco Cecchella, componente della giunta attuale. La sindaca però non sapeva, davvero sorprendente. L’accusa di mancanza di trasparenza è surreale. Ancor più se riferita al fatto che la criticità che caratterizza da tempo i bilanci del Comune riguarda i residui attivi, cioè tasse non pagate dai cittadini. Ma la sindaca li restituisce all’opinione pubblica come debiti».

La sindaca nell’intervista alla Gazzetta ha fatto il punto sulla difficile situazione finanziaria del Comune e dei debiti di cui deve farsi carico. «In realtà – spiega l’ex maggioranza – si tratta di cifre dovute al Comune e non versate, che generano difficoltà di liquidità e necessità di ricorrere all’anticipazione di cassa. La gestione dei residui attivi è pertinenza tecnica, con risultanze che vengono consegnate all’amministrazione di turno, affinché possano divenire parte integrante dei bilanci. Se poi, per sua scelta, la sindaca ha deciso di cancellare poco meno di 2 milioni di euro di residui attivi, gran parte dei quali tecnicamente validi, non può imputare ad altri la rincorsa sui conti».

Va ricordato, per una ricostruzione esaustiva, che la Corte dei Conti il 5 dicembre 2019, quando ha acceso i riflettori sul bilancio consuntivo del 2017, ha chiesto chiarimenti sulle modalità con le quali l’ente locale calcolava il Fondo crediti di dubbia esigibilità, uno strumento che serve ad evitare di utilizzare nel bilancio entrate di dubbia e difficile esazione. La Corte, in quella circostanza, aveva ipotizzato che potesse esserci un disavanzo sostanziale che però si era omesso di far emergere.

Il gruppo di maggioranza nega ci sia mai stata una situazione di pre-dissesto. «Certo, vi sono difficoltà di liquidità generate da pagamenti dovuti e non effettuati da una parte di cittadini, ma l’accusa di arcani svelati la rimandiamo al mittente. Abbiamo operato con serietà, in dialogo costante con il paese, caratteristica che oggi, invece, pare mancare. A chi dovremmo dunque rispondere?».

L’ex maggioranza rivendica poi gli aspetti positivi del suo mandato. «Tra le cose che la sindaca non ricorda vi sono gli altri elementi caratteristici dei bilanci del mandato scorso: diminuzione progressiva dell’indebitamento pro-capite; nessun utilizzo di oneri di urbanizzazione sulla gestione corrente; spese amministrative più basse della provincia; spese di rappresentanza quasi azzerate; manifestazioni svolte grazie a sponsorizzazioni di privati; capacità di attrazione di contributi statali, regionali, provinciali di milioni di euro grazie a cui è stato possibile intervenire su scuole, sicurezza stradale, illuminazione pubblica. È curioso non ricordi tutto ciò, essendo peraltro parti di ogni atto che ha contribuito a votare. Ed essendo state tra le motivazioni che hanno concorso alla sua elezione».

In conclusione, dicono i consiglieri, «ogni amministrazione si trova ad affrontare criticità; senza voler in alcun modo minimizzare quelle attuali, suo compito è quello di provare a risolverle, non quello di distorcere verità, gettando discredito e creando tensioni. Rispetti chi di noi ha condiviso con lei e con altri il mandato precedente e chi ha continuato in quello in corso. Così come deve essere rispettato il Pd, nostro riferimento politico, che l’ha lealmente sostenuta in campagna elettorale e sino a qui, e che non può essere oggetto di un “usa e getta” strumentale, a beneficio di una minoranza che ci denigra e non avanza proposte».

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