Mancano ancora 350mila euro per il restauro del santuario
L’avanzamento dei lavori alla Beata Vergine della Porta al centro di un incontro Storchi: «L’opera ha una portata storica». Monsignor Nicelli: «Ce la faremo»
GUASTALLA. Per raggiungere l’obiettivo di raccogliere un milione di euro per completare i restauri interni del santuario della Beata Vergine della Porta mancano 350mila euro.
È stata una serata densa di emozioni quella di mercoledi scorso, intitolata “Risplende il santuario”, che si è svolta alla Sala dell’Antico Portico di palazzo ducale alla presenza di tanti cittadini desiderosi di scoprire ciò che accade dietro le grandi impalcature che ormai da un anno cingono il santuario della Beata Vergine della Porta. Aprendo la serata, il presidente del “Comitato per il restauro del santuario”, l’architetto Stefano Storchi, ha richiamato il grande sforzo profuso in questi mesi dalle maestranze dell’impresa Ahrcos, ma anche dalle istituzioni, dal Comune, dalla Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, dal mondo dell’impresa locale.
«È uno sforzo ulteriore che la nostra comunità sta compiendo, in un momento non facile. Ma dobbiamo avere la coscienza che l’opera che si sta realizzando ha una portata storica, perché noi oggi consegneremo alle prossime generazioni un monumento, un luogo di culto restaurato e consolidato, che vivrà nei decenni e nei secoli a venire».
I saluti del sindaco Camilla Verona e del parroco don Nildo Rossi non sono stati formali, ma hanno lanciato la sfida della conclusione dei lavori. «Sarebbe bello – ha detto il sindaco – che quando nel maggio 2022 ricorderemo i dieci anni dal terremoto dell’Emilia, potessimo farlo inaugurando il restauro del santuario che dal terremoto è stato toccato, aggravando un dissesto statico che aveva portato già un anno prima alla sua chiusura al culto».
Ma la serata ha vissuto dei racconti dei tecnici che hanno spiegato le ragioni e i criteri dell’intervento, per mostrare poi nel dettaglio le azioni di restauro che si stanno mettendo in atto. La pulitura dei decori, la ricollocazione degli stucchi, la rimozione della polvere dei secoli, ridaranno luminosità e bellezza a questo edificio che fa parte delle poche testimonianze del barocco emiliano.
Si è trattato di un racconto seguito con grande attenzione dai presenti e concluso dalle immagini girate nel cantiere da Fausto Franzosi e montate con grande sapienza. Il breve filmato ha trasmesso grandi emozioni e si è concluso con la firma dell’autore del santuario, Prospero Mattioli, che ha lasciato incise le iniziali sulla lanterna della cupola, assieme alla data di conclusione della copertura: il 1696.
Nel concludere la serata, il vicario generale, monsignor Alberto Nicelli, ha ricordato l’entità dello sforzo ancora da compiere: «Mancano ancora 325mila euro da raccogliere nei prossimi mesi. Siamo certi che ce la faremo, con lo sforzo e la generosità delle nostre imprese e dei nostri fedeli». Monsignor Nicelli ha ricordato la grande disponibilità assicurata da Emilbanca, che ha consentito di portare avanti economicamente l’impresa in corso.
Appuntamento per tutti il 7 febbraio 2022, quando la celebrazione del primo miracolo della Beata Vergine della Porta costituirà l’occasione per aggiornare la conoscenza circa la conclusione dei lavori che allora sarà ormai prossima.
M.P.
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