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CAVRIAGO 

«Ora puoi correre e volare Noi ti ameremo per sempre»

C.F.

Lo strazio e le parole della mamma di Virginia, stroncata a 12 anni dalla malattia Chiesa gremita per il funerale della piccola, al quale ha partecipato tutto il paese

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CAVRIAGO. «Ora sei libera. Libera di correre e di volare. Ci rincontreremo, amore mio. Ora vola, vola lassù».

Sono parole che spezzano il cuore, quelle pronunciate dalla mamma di Virginia Ferrandino, la bambina portata via alla vita troppo presto, a soli 12 anni. Sono parole piene di un amore infinito, di quell’amore infinito che si prova per un figlio.

Ieri la chiesa di San Nicolò a Cavriago era piena di gente. Tanti gli amici e i compagni di scuola della ragazzina. Tante le insegnanti della primaria e delle medie dell’istituto comprensivo Don Dossetti.

Poi genitori, parenti, amici e conoscenti della famiglia, oltre alla sindaca Francesca Bedogni e alla vicepreside Violanda Pascarella. Tutti si sono voluti stringere ai familiari di Virginia. Sul sagrato della chiesa, ad accogliere chi arrivava, c’era una foto di Virginia sorridente tra i tulipani.

«Ora sei un bellissimo fiore, in cielo», ha commentato don Claudio Gonzaga durante l’omelia. Un fiore la cui vita è stata spezzata troppo presto da un male incurabile che non le ha lasciato scampo e contro cui ha lottato per cinque mesi all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

«Il tuo papà mi ha detto che amavi tanto cantare e che hai scritto negli ultimi giorni una canzone in cui dicevi che presto saresti tornata a correre con l’aiuto del Signore – ha proseguito don Gonzaga –. La vita, cara Virginia e cari ragazzi, è un mistero, come la morte».

Poi ha concluso: «Sono certo che tu e i tuoi cari, Virginia, un giorno vi rincontrerete e vi riabbraccerete».

La mamma della ragazzina ha trovato la forza di intervenire: «Grazie a tutti – ha detto più volte –. Grazie per esserci stati vicini in questi mesi, siete stati la nostra forza».

Poi ha letto una lettera scritta dal marito che, per il troppo dolore, non è riuscito a partecipare al funerale ed è rimasto a casa assieme alle altre due figlie più piccole.

«Ciao amore mio, vita nostra – iniziava così la lettera –. Scusami se oggi non sono qui... Non voglio avere in testa questa ultima immagine di te. Voglio ricordare i bei momenti insieme e dirti quanto ti amo. Mi hai cambiato la vita e quest’ultimo mese mi hai insegnato a vivere. Hai tirato fuori tanta grinta e caparbietà e hai combattuto come una tigre... Ci rivedremo e staremo tutti insieme, di nuovo, amore mio».

Una compagna di scuola ha parlato a nome degli amici: «Vivrai sempre nei nostri cuori».

Poi l’ex maestra delle elementari Francesca Ferrari ha messo in luce la speranza che tutti, fino all’ultimo, hanno nutrito, che Virginia potesse farcela, e ha ricordato alcuni momenti belli, dal «primo giorno di scuola, in cui timida timida sei entrata in classe» alla «gioia nei tuoi occhi alla festa di fine quinta, bella come il sole».

Alla fine tutti i presenti si sono stretti in un abbraccio collettivo lanciando in cielo tanti palloncini bianchi a forma di cuore, e i compagni di classe hanno posato un fiore bianco sulla bara. Con gli sguardi pieni di lacrime rivolti verso il cielo, increduli di fronte a una perdita così straziante.

C.F.

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