Il ristorante Canossa festeggia cinquant’anni tra vip e reggiani doc
Nel 1971 i quattro fratelli Calò rilevarono il locale di via Roma «Superato anche il Covid, manca il ricambio generazionale»
reggio emilia. Il ristorante Canossa di via Roma ha tagliato il traguardo dei cinquant’anni di attività. Un mezzo secolo importante, per quella che è considerata un’istituzione nel panorama gastronomico locale: i loro cappelletti e il carrello dei bolliti restano in cima alle classifiche e alle preferenze dei reggiani.
«Se abbiamo festeggiato? No non abbiamo avuto tempo», spiega Silvio Calò, il fratello minore, come sempre ieri indaffarato dietro al bancone. «Magari organizziamo qualcosa a Natale».
Era il 28 ottobre 1971 quando i quattro fratelli Calò rilevarono il locale, aperto nel 1968, dove il primogenito era cameriere. Nel frattempo i fratelli, aiutati dalle mogli, sono rimasti in tre: Giovanni è scomparso. E sul futuro grava l’incognita del mancato ricambio generazionale: nessun figlio o nipote è subentrato tra i tavoli.
«Si tratta di un’attività molto impegnativa, si sa quando si inizia ma non quando si finisce – prosegue Silvio –. Per intraprendere questa strada ci vuole molta passione».
Un anniversario particolarmente sentito, dopo la chiusura forzata dell’anno scorso causa lockdown. Quest’anno di (quasi) ritorno alla normalità, l’attività è ripresa secondo il copione super collaudato: il brodo viene fatto tutti i giorni, il “pesto” e le salse vengono proposte insieme a carni scelte e selezionate, i dolci fatti in casa come l’amatissima zuppa inglese. Il segreto di tanta longevità, secondo Silvio, è da attribuire proprio alla fedeltà alle ricette delle rezdore. «Non cambiamo nulla rispetto alla tradizione della nostra cucina locale. E scegliamo prodotti di qualità».
Una formula che ha permesso al Canossa di passare indenne attraverso i decenni e di restare una certezza, in un’epoca in cui i ristoranti di cucina reggiana sono diventati una rarità. «Sì, noi resistiamo anche alla pandemia. Sperom». Essendo una tappa obbligata, dal Canossa è passata una lunga sfilza di vip: dalle foto storiche degli anni Settanta con un giovanissimo Gianni Morandi e un Ugo Tognazzi che curiosava ai fornelli all’allenatore Roberto Donadoni, da Matteo Viviani delle Iene al pilota Ducati Casey Stoner, da Paola Cortellesi all’attrice Angela Finocchiaro, Graziano Delrio con Paolo Gentiloni e Walter Veltroni, Guido Silvestri in arte Silver (Lupo Alberto), Massimo Moratti, Manuel Agnelli con gli Afterhours e quest’anno lo chef Marco Barbieri e il comico Enrico Brignano. «Ci manca solo il Papa...».
Ambra Prati
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
