Auto date alle fiamme Arrestati il mandante e l’esecutore materiale
Il piromane in monopattino individuato dopo tre giorni grazie alle telecamere Ha agito per conto di un 48enne: i due ai domiciliari per incendio doloso
Ambra Prati
reggio emilia. A meno di un mese di distanza si è chiuso il cerchio intorno al responsabile – o meglio i responsabili – del rogo doloso che, nella notte tra il 9 e il 10 novembre scorso, ha appiccato il fuoco in via Filippo Re, provocando un boato che svegliò tutti i residenti e che distrusse completamente una Bmw parcheggiata in strada, danneggiando altre cinque auto. La prima sorpresa è che, se il piromane è uno solo ed è stato individuato quasi subito, dietro di lui c’è un mandante, che ha voluto così “vendicarsi” del rivale in amore, colpendo la sua ex o l’attuale compagno di quest’ultima, ovvero il proprietario della Bmw poi incendiata. Esecutore materiale e mandante, rispettivamente un camionista di 55 anni e un 48enne che si occupa di veicoli, sono reggiani doc, lavoratori e incensurati: entrambi sono stati arrestati ieri – e posti subito ai domiciliari – dai poliziotti, in esecuzione a una misura cautelare richiesta dal pm Iacopo Berardi e firmata dal Gip Dario De Luca. Dovranno rispondere di incendio doloso, reato punibile da tre a sette anni di carcere «se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica»; ed è questo il caso, visto che solo per un miracolo una delle macchine adiacenti alla Bmw, alimentata a Gpl, non è scoppiata tra i palazzi densamente abitati.
Nell’immediatezza dei fatti, diversi residenti avevano sfilato in questura in quanto persone informate dei fatti. Tuttavia nella soluzione del caso sono state fondamentali le telecamere, presenti in modo massiccio in quell’area. Per tre giorni gli uomini della Squadra Mobile hanno visionato e analizzato non solo gli occhi elettronici presenti in via Filippo Re, ma tutti quelli attivi in quella parte di centro storico: comparando i fotogrammi, e costruendo una sorta di collage, gli agenti sono riusciti a ricostruire il tragitto dell’incendiario, che si è spostato su monopattini noleggiati. Nei filmati costui prima arriva su un monopattino giallo al distributore di benzina in piazzale Tricolore, con una busta trasparente che riempie di benzina, agganciandola al manico; poi imbocca via San Michele, dove si suppone che abbia cambiato il monopattino con uno di colore rosa; in via Filippo Re lo si vede arrivare e “accendere” la miccia in tre punti, finché non si levano alte fiamme; infine percorre via Gabbi, dove si disfà del sacchetto con i residui di benzina (sacchetto recuperato dagli agenti) per poi svoltare in via dell’Abate, dove si perdono le sue tracce.
Il 12 novembre è stato individuato il responsabile, il 55enne. Nella sua abitazione è stato eseguita una perquisizione domiciliare, che si è rivelata fruttuosa. Sono stati difatti trovati i vestiti che l’uomo indossava quella notte: giacca blu con revers bianchi (un particolare visibilmente nitido nei filmati, ndr), jeans e scarpe blu.
Se la responsabilità del 55enne è stata accertata quasi subito, rimaneva però un problema: l’assenza di un movente. Il camionista non aveva alcun tipo di rapporto con i proprietari della Bmw, non aveva alcun motivo per una “vendetta” del genere: doveva aver agito per conto di altri. Perciò le indagini sono proseguite, per accertare il coinvolgimento di terzi.
È stata la fase più impervia dell’indagine, poiché il 55enne si è chiuso nel mutismo. Soltanto analizzando i social network del responsabile e soprattutto il suo cellulare è emerso il legame con il 48enne, quest’ultimo ben conosciuto dalla famiglia della Bmw per un dissidio a sfondo passionale emerso tra i due nuclei: un legame sentimentale concluso e “riacceso” in una palestra. I messaggi che il 55enne e il 48enne si sono scambiati la notte del rogo e i dialoghi inequivocabili tra il “braccio” e la “mente” dimostrerebbero un accordo non ancora ben definito nei dettagli. Una vicenda che ha dell’incredibile e che vede coinvolte persone perbene e insospettabili, autori di una ritorsione personale che ora li costringerà a difendersi in tribunale – a breve si svolgerà l’interrogatorio di garanzia – da un’accusa molto grave.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
