Juana Cecilia, le lacrime e lo strazio della mamma «Addio figlia mia...»
Amiche, Nondasola, sindaco e vicario del vescovo al funerale della giovane uccisa Le parole di monsignor Nicelli sull’assassino: «Dio tocchi il cuore a questa persona»
Ambra Prati
reggio emilia. «Addio figlia mia», ripetuto tre volte e seguito da un pianto dirotto. È stata l’unica occasione – alla fine del rito religioso, tra gli abbracci delle connazionali che la sostenevano – in cui la mamma di Juana Cecilia Hazana Loayza, 34 anni, si è commossa ed è stata sopraffatta dal dolore.
Ieri mattina al cimitero di Coviolo una cinquantina di persone hanno partecipato alle esequie (a carico dell’amministrazione comunale) della giovane peruviana, uccisa nella notte tra il 19 e 20 novembre scorso nel parco di via Patti da Mirko Genco, 24enne parmigiano, l’ex con il quale aveva avuto una breve relazione trasformatosi in stalker e in carnefice. Genco ora è detenuto nel carcere di Modena, dove rimarrà fino alla chiusura delle indagini preliminari; è accusato di omicidio volontario pluriaggravato e di violenza sessuale aggravata, una doppia imputazione che potrebbe costargli l’ergastolo.
Dopo l’attesa causa autopsia ieri è stato il momento del dolore e del lutto. Nella piccola cappella si sono riuniti alcune connazionali, Germana Corradini e altre assistenti dei Servizi sociali, amiche di Cecilia, rappresentanti dell’associazione Nondasola (promotrice della fiaccolata in ricordo dell’ultima vittima di femminicidio) e il sindaco di Reggio, Luca Vecchi.
Quest’ultimo ha commentato a margine: «Il Comune si costituirà parte civile nel processo penale, se l’istanza sarà accolta. Ora però è il momento della vicinanza ai familiari». Presente anche il gruppo di amici con i quali Cecilia era uscita quella sera, prima di andar via dall’Hot Chili di via Caggiati e farsi accompagnare a casa da Genco, in attesa fuori; tra loro anche un vigile del fuoco, che ha chiesto al Comando il permesso di partecipare all’addio in divisa in onore di Cecilia, che in patria è stata volontaria nei vigili del fuoco. Su sollecitazione di questi amici l’associazione di commercianti Reggio Beve ha indetto una raccolta fondi alla quale i reggiani hanno partecipato con generosità e la somma è stata consegnata alla madre.
A officiare la cerimonia – presieduta da monsignor Alberto Nicelli, vicario generale – quattro sacerdoti, tra i quali don Rodrigo, della comunità sudamericana di Modena e Carpi. «Sono qui in rappresentanza del vescovo Massimo Camisasca, che ha voluto esprimere la vicinanza non solo della città, ma anche della Curia». Nell’omelia monsignor Nicelli ha ricordato la figura di Cecilia e quanti «l’hanno amata, le hanno voluto bene, l’hanno accolta». Ricordarla «provoca dolore, ma non vogliamo rivoltare il coltello nella piaga, bensì affidarci a Dio con partecipazione». Dopo aver commentato il Vangelo il vicario ha voluto rivolgere un pensiero all’assassino: «Dio tocchi il cuore a questa persona e faccia sì che con l’espiazione possa essere ancora in grado di amare».
La mamma di Cecilia, con in braccio il nipotino di un anno e nove mesi e affiancata da una traduttrice (si trova in Italia da tre mesi), è salita sul pulpito per un breve ringraziamento. «Questo è il giorno più triste della mia vita. Sono qui senza famiglia, ma tante persone mi stanno vicino e finché avrò voi al mio fianco non mi sentirò sola; con il vostro aiuto, e con l’aiuto di Dio, supererò anche questa circostanza, la peggiore della mia esistenza. Grazie, grazie a tutti».
Dalla cappella il raccolto corteo si è spostato di qualche metro, davanti al forno crematorio, dove don Rodrigo ha intonato una preghiera in spagnolo e dove la madre è scoppiata in un pianto dirotto. «Addio figlia mia, addio». Cecilia sarà cremata e nei prossimi giorni le ceneri potranno essere spedite in patria, per volontà dei numerosi familiari che non hanno potuto affrontare un dispendioso e ostico (causa Covid) volo intercontinentale da Lima a Reggio. «Mi dispiace tanto non poter salutare mia sorella», ha scritto sui social Carmen Samaniego Loayza, che ha videochiamato la madre.
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