«L’Unione faccia chiarezza sulle telecamere spente»
Il gruppo Casina Futura: «Incredibile che il Comune dica di non saperne nulla Parliamo di un investimento da 90mila euro e non sa se funziona?»
Casina. «Abbiamo assistito a un rimbalzo di responsabilità, nessuna risposta precisa ci è stata data. Ora ci rivolgeremo all’Unione montana dei Comuni dell’Appennino». Così la capogruppo di Casina Futura, Anna Fornili, interviene sulle risposte ottenute in consiglio comunale sul funzionamento del sistema di sorveglianza con le videocamere in centro.
Il tema è alla ribalta dopo la morte di Walter Fornaciari, trovato senza vita in piazza (in seguito a questo episodio, un minorenne risulta indagato per omicidio preterintenzionale).
«Nell’ultimo consiglio comunale – affermano i consiglieri di Casina Futura, Fornili, Giovanni Mistrali, Sara Tosi e Barbara Incerti – il sindaco Costi, rispondendo all’interpellanza dell’opposizione riguardo al funzionamento delle telecamere, ha dichiarato che l’amministrazione non era a conoscenza di eventuali guasti o malfunzionamenti perché la gestione è demandata alla polizia municipale dell’Unione montana. Rimaniamo perplessi dalla risposta del sindaco: ad oggi, nonostante sia avvenuto un fatto gravissimo, l’amministrazione ancora non conosce lo stato delle telecamere in questione e ne scarica la responsabilità. C’è da chiedersi il senso di un investimento pubblico di 90.000 euro se poi all’amministrazione non è dato saperne il funzionamento. Se l’efficacia dei sistemi unificati risulta essere un rimpallo di “non sappiamo”, forse ci sarà da rivedere qualcosa a livello di Unione, ma verificheremo. Sottoporremo infatti l’interpellanza all’Unione montana perché vogliamo andarci in fondo e non lasciare nulla in sospeso o schiacciato dal silenzio».
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