Qualche malumore e richieste di controlli Il debutto reggiano del Super Green Pass
Dai trasporti pubblici fino a bar e ristoranti: così Reggio si è svegliata con la nuova certificazione verde rafforzata
Reggio Emilia. Un debutto senza problemi. E la giornata è filata liscia. Anche Reggio Emilia ieri si è svegliata alle prese con le nuove misure emergenziali per fronteggiare la quarta ondata di Covid: il Super Green Pass, con nuove regole per affrontare l’emergenza sanitaria in vista delle vacanze natalizie, che prevede obbligo vaccinale a nuove categorie di lavoratori, un sistema di controlli più penetrante e un nuovo certificato verde “rafforzato”, necessario per accedere ad attività che altrimenti sarebbero soggette a limitazioni in zona gialla.
Ci siamo recati in diversi luoghi della città per raccogliere impressioni e opinioni sulle nuove misure emergenziali.
È mezzogiorno e c’è un gran via vai di persone in zona stazione, tutte munite di mascherina e con l’ormai consueto green pass a portata di mano o sul cellulare. Anche alla fermata dei bus della caserma Zucchi, studenti del liceo e universitari si affrettano per prendere il primo mezzo disponibile.
«Pochi controlli e nessuno rispetta la distanza», sostiene però un autista di Seta, lamentandosi di come il Super green pass sia insufficiente senza un’adeguata rete di controlli sui mezzi. Dello stesso avviso anche altri due autisti che si trovano con lui.
In effetti, gettando un’occhiata in giro, c’è chi chiacchiera e ride senza mascherina, chi si accalca per prendere posto senza il minimo rispetto della distanza. Coinvolgere maggiormente le forze dell’ordine e la polizia municipale rappresenta un’ottima soluzione per far rispettare le regole a bordo dei mezzi, secondo gli autisti, specialmente in certe zone della città ritenute più critiche a causa dell’elevato numero di fruitori di mezzi pubblici. Naturalmente è sul senso civico e di responsabilità che bisognerebbe puntare maggiormente. La nuova misura emergenziale suscita malumori e dissensi soprattutto in alcune categorie: se da una parte c’è chi ritiene che il green pass “rafforzato” sia utile per affrontare la quarta ondata di Covid, dall’altra c’è chi protesta convintamente. A detta di Marcello Motta, socio del Marconina, ristorante aperto il 27 aprile scorso, l’intero settore della ristorazione, già duramente colpito dai due anni di pandemia, sarebbe ulteriormente vessato dalle nuove misure governative, poiché prese a ridosso del Natale, uno tra i momenti più profittevoli dell’anno.
«Ancora più in crisi, ancora più problemi, due anni senza soldi ed ora anche il Capodanno», sentenzia.
La paura di chi lavora in questo settore è la perdita di clientela, con intere fasce di popolazione che potrebbero farsi scoraggiare dal trascorrere le festività natalizie in un ristorante. Questo particolare momento dell’anno potrebbe infatti rappresentare una piccola occasione di ripresa sulla quale sono in molti a sperare.
«Toglierà qualcosa come incassi, ma almeno incrementeranno i vaccini», affermano ad esempio Martina e Gaggio del Grattacielo Cafè sugli effetti del nuovo green pass. Anche loro tuttavia insistono sulla necessità di controlli più penetranti. E a leggere il nuovo decreto, in effetti è menzionato un sistema di controlli più vasto: le prefetture, in coordinamento con i Comitati Provinciali di ordine e sicurezza, hanno infatti predisposto in pochi giorni un piano di controlli più ramificati che coinvolga anche forze dell’ordine e polizia municipale. E saranno inoltre trasmessi settimanalmente al Ministero dell’Interno relazioni sul lavoro effettuato nell’ambito territoriale di competenza.
Controlli avvenuti ieri anche a Reggio, dove le forze dell’ordine sono state impegnate in diverse zone della città, con lo scopo di verificare che tutto si svolgesse nel rispetto della normativa e senza incidenti. Come per fortuna avvenuto.
Michele Paganelli
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