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Sindaci al Viminale per il casello sull’A1: «Problema sicurezza serve un presidio»

A riceverli è stato il capo della polizia Lamberto Giannini: «C’è un privato pronto a finanziare un edificio adatto»


07 dicembre 2021 Daniela Aliu


CAMPEGINE. Una delegazione composta dal sindaco di Campegine Germano Artioli e dal presidente dell’Unione Val d’Enza Luca Ronzoni – mancava il sindaco di Sant’Ilario, Carlo Perucchetti, ma per motivi istituzionali – nei giorni scorsi è stata ricevuta a Roma al Viminale dal capo della Polizia Lamberto Giannini, a cui sono state presentate le prime istanze in merito al casello autostradale Terre di Canossa. Al centro dell’incontro il tema della sicurezza. E, come concordato con lo stesso Giannini, i sindaci Artioli, Perrucchetti e Ronzoni hanno elaborato una missiva che è stata presentata anche al prefetta di Reggio Emilia Iolanda Rolli e al questore Giuseppe Ferrari. In campo c’è la proposta di realizzare un presidio.

LA LETTERA

Quello che chiedono dalla Val d’Enza è un «intervento operativo in termini di sicurezza sull’area del casello autostradale». «Che – sottolineano nella missiva i tre sindaci – pur trovandosi territorialmente nell’area di Campegine è una porta di accesso ad un’area vasta Nord-Sud che interessa tutta la Val D’Enza, bacino di oltre 60.000 abitanti, e la bassa reggiana fino a Brescello e Guastalla». Ciò che hanno messo in luce è che «la zona del casello a oggi è priva di una necessaria area di parcheggio e di una sorveglianza adeguata da parte delle forze dell’ordine, non essendovi a Campegine una caserma dei carabinieri o un punto della polizia stradale». «È evidente come tale assenza comporti il pericolo di una possibilità di accesso operativo, alle nostre zone, di traffico “criminale” senza controllo – hanno evidenziato –. Si è cercato di porre rimedio con l’installazione di una nuova rete di telecamere di video-sorveglianza da parte della polizia locale dell’Unione, ma si tratta di un servizio non esaustivo, in quanto privo di intervento diretto». I tre Comuni in questione, per questo, hanno concordato con una realtà privata la disponibilità per la realizzazione di un’area di parcheggio polifunzionale per auto e veicoli pesanti, con volontà di adibire parte a utilizzo delle forze dell’ordine per servizi di sorveglianza e la disponibilità a fornire eventuali strutture abitative per il personale.

«Chiediamo un suo intervento per rendere operative le esigenze che abbiamo manifestato» chiude la lettera firmata dai tre sindaci reggiani, presentata dal capo della Polizia.

LA RELAZIONE

A corredo, c’è infatti una relazione in cui si pone l’accento sulle criticità. Che parte da un’analisi dei collegamenti stradali che fa sì che il casello sia divenuto «l’uscita preferita dal traffico pesante destinato alle aree industriali, e un da un recente monitoraggio rilevato grazie all’installazione di una nuova rete di telecamere di videosorveglianza, si è intercettato un traffico veicolare di circa 38.000 veicoli». Quindi i problemi: «Il Comune di Campegine, dove si trova l’uscita del casello, è privo della caserma dei carabinieri e purtroppo di qualsiasi altro presidio di sicurezza. In termini di sorvegliabilità, la struttura dista 25 chilometri dal comando della stazione carabinieri di Guastalla e 20 chilometri dalla città capoluogo cioè Reggio Emilia». Senza contare la crescita dell’area dal punto di vista industriale e commerciale. «Anche le forze dell’ordine locali e la polizia locale dell’Unione hanno identificato questo territorio come il più vulnerabile, cui dedicare le principali attenzioni e priorità – hanno evidenziato nella relazione –. La mancanza di qualsiasi presidio trasforma la porta autostradale in un facile accesso per il pendolarismo delinquenziale. La totale assenza di controllo purtroppo facilita il diffondersi nei paesi limitrofi di eventi delinquenziali e mafiosi. Questa situazione è stata riscontrata e verbalizzata da diverse indagini ed appostamenti effettuate dalle forze dell’ordine locale, nonché amplificata dal processo Aemilia e successivi. La diffusione del fenomeno mafioso nella provincia Reggiana e Parmigiana, trova il suo fulcro nel vicino Comune di Brescello, ma sicuramente un accesso, tranquillo ed innocuo ha facilitato la sua diramazione nelle aree vicine. L’assenza del presidio autostradale e l’assenza ingiustificata della caserma dei carabinieri a Campegine viste le distanze, non può essere sopperita dalle caserme di Comuni vicini».

LA PROPOSTA

Da qui, la proposta. «Grazie alla disponibilità di un investitore privato, si propone un nuovo e innovativo allestimento dell’area, dal nulla a una moderna struttura ben visibile e fruibile composta da un parcheggio auto e veicoli pesanti, uno spazio dedicato alla ristorazione e al commercio di prodotti tipici, ma soprattutto locali dedicati alla protezione civile, al pronto soccorso e infine agli organi di sicurezza» spiegano i sindaci. Insomma, un vero e proprio presidio. «È fondamentale progettare uno spazio a servizio delle forze di sicurezza, sia perché spesso impegnate in operazioni nelle immediate vicinanze del casello, e sia come base logistica anche per le indagini – concludono –. La principale necessità di avere un punto di presidio sull’uscita del casello, ci rende disponibili a ricevere qualsiasi suggerimento o consiglio finalizzato alla realizzazione del contenitore edilizio necessario. Rimaniamo quindi disponibili alla realizzazione di una caserma, o a uno stabile con locali riservati all’Arma, alla polizia di Stato ed alla Guardia di finanza, nonché della Polizia Locale».


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