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Startup in “vetrina” per presentarsi a nuovi investitori

Startup in “vetrina” per presentarsi a nuovi investitori

Sei micro imprese al programma di accelerazione a Reggio con il quale cercano investitori e connessioni con l’industria

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REGGIO EMILIA. Ci sono Onofrio Pirrotta e Meltem Altunoz che hanno creato Sylvalgae Srl, neonata azienda che realizza sistemi avanzati di coltura microalgale per la conversione di rifiuti e scarti industriali e urbani in biomassa. Con loro c’è anche il team di Resoh+, che grazie alla manifattura digitale è riuscito a superare il processo tradizionale per la realizzazione di celle a idrogeno, caratterizzato da limiti di formato (solo piccoli), alti costi produttivi e un prodotto finale a basse performace. Sono due start up di Reggio Emilia che insieme ad altre quattro provenienti dal resto d’Italia sono state messe in “vetrina” grazie al Demo Day di Hac – Hardware Acceleration Coaching, il primo programma di accelerazione di Tech-Up Accelerator tenuto al Tecnopolo di Reggio Emilia, durante il quale si sono presentati alle imprese.

Oltre alle due startup reggiane, a presentare le loro soluzioni sono stati Komete, Smart Factory Made Easy Brescia, Reefilla, Charge delivery Torino, Refuel Solutions , BioDiesel Kit Modena, Reviway e Next-Generation Road Maintenance Solution Modena. Il Demo Day si è aperto con i saluti iniziali di Fausto Mazzali, presidente di Fondazione Rei, che ha ribadito: «L’obiettivo di Tech-Up Accelerator del Distretto Digitale reggiano è quello di promuovere il dialogo e lo scambio tra imprese consolidate e startup che, con le loro soluzioni hardware e phygital (marketing che vede interagire esperienza diretta e digitale), rispondono alle esigenze di innovazione tecnologica e digitale del tessuto produttivo del territorio. I team di Hac, con il loro altissimo potenziale tecnologico, partecipando a questa prima edizione, hanno avuto modo di confrontarsi con una rete di mentor, partner e imprese manifatturiere d'eccellenza e toccare con mano le esigenze e le traiettorie del mercato».

È intervenuta poi, Donatella Davoli, direttore generale di Iren Smart Solutions, uno dei partner di Tech-Up Accelerator che ha parlato del tema della managerialità e dell’imprenditoria femminile e che ha dichiarato: «In qualità di partner di Tech-up Accelerator, Iren Smart Solutions si pone l’obiettivo di supportare e sostenere esperienze e innovazioni sul territorio per i temi legati all’efficientamento energetico e all’ambiente. Questo è anche uno dei focus su cui si canalizza l’azione di Tech-Up Accelerator per la crescita delle startup e per i progetti di open innovation. Oltre a questo, nel mio ruolo di manager di una grande realtà e per l’attività che svolgo in Ewmd-European Women’s Management Development, porto a testimonianza il bisogno di una maggior presenza delle donne nelle posizioni rilevanti; un tema quanto mai attuale e per il quale bisogna lavorare in sinergia con i diversi attori del territorio, dall’istruzione all’impresa, al fine di promuovere un network che sostenga l’orientamento delle ragazze verso le professioni Stem(legate a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e promuova la crescita delle donne nella loro professione, nella loro valorizzazione e nello sviluppo delle proprie competenze».

A prendere poi la parola sono stati Andrea Parmeggiani, direttore generale di Fondazione Rei, Elena Galli e Gabriele Paglialonga, rispettivamente Responsabile dei programmi di accelerazione di Tech-Up Accelerator e direttore generale di Industrio Ventures - partner tecnico, ideatore e promotore del progetto Hac - che hanno seguito direttamente i team nei tre mesi di preparazione, durante le giornate in presenza e in sessioni di mentoring e coaching individuale.

La conclusione è stata affidata a Filippo Di Gregorio, direttore generale di Unindustria Reggio Emilia che ha ribadito l’impegno degli industriali reggiani sui temi dell’innovazione e della digitalizzazione.

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