Un benessere a caro prezzo Canossa ricorda i minatori
Per Santa Barbara l’assessore Gombi ha rispolverato un pezzo di storia locale A Campotrera tra gli anni ’20 e ’60 c’era una cava di roccia basaltica
CANOSSA. Il 4 dicembre si festeggia Santa Barbara, patrona di molte categorie di lavoratori, specie quelli che hanno a che fare con il fuoco e gli esplosivi, tra cui i vigili del fuoco, gli artiglieri e anche i minatori. A Canossa questa ricorrenza offre lo spunto per ricordare la storia dei minatori di Cerezzola. L’assessore all’Ambiente Mara Gombi elenca i luoghi in cui queste attività sono state condotte per alcuni decenni del secolo scorso.
«Cava della Guardiola, Cava Göstel e Cava Boracciana, questi erano i luoghi di estrazione della roccia vulcanica a Campotrera. La roccia basaltica veniva frantumata e vagliata sul posto e se ne ricavava pietrisco in varie pezzature da impiegare per utilizzi diversi. Il cantiere principale era quello della Cava della Boracciana, aperta alla base della parete meridionale del Monte Campotrera, di proprietà di S. Tirelli. Lavoro di fatica, di rumore, di sacrificio, tuttavia era l’unico modo per poter mandare avanti la famiglia. Questi luoghi si possono raggiungere percorrendo il Sentiero dei Minatori che dal Borgo di Cerezzola porta alle Cave».
Il territorio è legato fortemente alla memoria della vita dura di tanti operai e minatori: un patrimonio che tutt’oggi viene promosso e valorizzato per il suo enorme valore storico e sociale da parte del comune di Canossa e dall’associazione Amici di Cerezzola.
Cesare Carlini, operaio alla Cava, ricordava così la Cava Boracciana in dialetto: «…e tutti i gioren a sira in dla basora come un bombardament in d’ l’ aria c’era a Boracciana al meni fan briler i minador per fereg tanta gera che con la teleferica e la porteven via per tutt’ a stredi grandi o per la ferovia…».
Sappiamo che i minatori avevano la loro Santa Barbara. Un luogo particolare, pericoloso, chiamato con il nome della santa: la polveriera della Cava Boracciana.
Oggi a Cerezzola c’è il sentiero dei minatori: un borgo antico, ricco di storia e racconti dove Cai in passato ha organizzato diverse volte viste guidate per chi vuole conoscere da vicino la storia del sentiero dei minatori di Cerezzola.
Per chi volesse saperne di più c’è anche il libro di Enrico Borghi e Maurizio Scacchetti, dal titolo “L’attività estrattiva nella Riserva Naturale Rupe di Campotrera e nelle zona di Rossena”, edito nel 2002 dal Comune di Canossa.
L’attività estrattiva a Cerezzola è andata avanti per quattro decenni, dagli anni ‘20 sino agli inizi del ‘60 dello scorso secolo e ha garantito buona prosperità, al costo del durissimo lavoro degli operai. Ora rimangono soltanto le memorie: nel suolo, nella cava, nelle case rimaste, nei ricordi dei parenti dei minatori e degli operai del periodo.
La zona della Rupe di Campotrera è dal 1999 una riserva naturale. Si tratta di un massiccio affioramento ofiolitico (sezioni di crosta oceanica e del sottostante mantello che sono state sollevate), dalla caratteristica colorazione rossastra di 446 metri di altezza.
Daniela Aliu
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