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le indagini 

«Un movente di tipo passionale coperto da un alibi troppo perfetto»

Am.P.
«Un movente di tipo passionale coperto da un alibi troppo perfetto»

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reggio emilia. «Il committente del gesto incendiario aveva un alibi perfetto, troppo perfetto, direi da manuale. Non è stato facile scardinarlo. Eppure i gravi e concordanti indizi di colpevolezza portavano a lui». Così il dirigente della Squadra Mobile Gugliemo Battisti ha spiegato l’ostacolo scalato pazientemente dagli investigatori.

Quella sera il 48enne, secondo l’accusa il mandante, si trovava a casa a vedere un film: una pellicola di nicchia, scaricata da una piattaforma web e pagata con una Postepay. Un metodo tracciabile e a prova di bomba: come se non bastasse, le telecamere attive nell’abitazione del 48enne – si suppone facoltoso – hanno comprovato che durante i fatti contestati lui non si è mosso dalla dimora.

Per collegare l’esecutore materiale al mandante la prima sezione della Mobile ha passato al setaccio i cellulari dei due uomini, cellulari si sono rivelati ancora una volta vere e proprie scatole nere della vita di ciascuno di noi. È emerso così che l’attuale compagna del proprietario della Bmw distrutta dalle fiamme era la ex del 48enne. Pare che i tre uomini (il 55enne, il 48enne ex e il nuovo compagno) frequentassero la stessa palestra cittadina, luogo nel quale con tutta probabilità si sono incontrati, riaccendendo rancori che avrebbero dovuto essere archiviati.

Rimangono però da chiarire parecchi punti oscuri. Anzitutto non è stato appurato con certezza se il 48enne avesse intenzione di “punire” lei, la ex, o lui, il nuovo compagno (che il 48enne conosceva in virtù della palestra).

E ancora: cosa ha guadagnato il 55enne? Perché si è prestato ad un gioco così pericoloso, esponendosi in prima persona? Aveva un tornaconto personale o l’accordo è stato cementato da un astio comune? Su questo aspetto dagli accertamenti non è emerso alcun passaggio di denaro tra committente ed esecutore materiale, perciò i termini dell’accordo scellerato tra i due necessitano di un ulteriore approfondimento.

Di certo l’accaduto rappresenta un unicum, che affonda le sue radici in motivazioni personali e passionali. «L’incendio di via Filippo Re non è collegato ad alcun altro episodio incendiario avvenuto in città», ha chiosato il dottor Battisti.

Am.P.

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