Abusò di una bimba figlia di amici Arrestato un camionista 60enne
Denunciato nel febbraio 2019. La condanna è diventata definitiva: sconterà in cella 4 anni e tre mesi
RUBIERA. È finito definitivamente in carcere il camionista accusato di avere violentato una bambina, figlia di una coppia di amici, approfittando dei momenti in cui gli veniva affidata la piccola. Dovrà scontare una pena residua di 4 anni e 3 mesi.
Le indagini sulla vicenda erano scattate nel febbraio 2019 quando i genitori della bambina, allora 11enne, si sono presentati ai carabinieri del paese per sporgere denuncia.
Ne emerse che gli abusi avvenivano mentre l’uomo accudiva la vittima in assenza dei familiari impegnati per lavoro, quando ancora la bambina aveva meno di 10 anni.
Episodi confermati nelle successive fasi processuali, mentre il camionista era agli arresti domiciliari, concluse con una sentenza, emessa nel giugno del 2020 dal tribunale di Reggio Emilia, per una condanna a sette anni.
Per il giudice Andrea Rat fu tutto provato e la bambina credibile, da qui la sentenza per l’amico di famiglia non sposato, residente a Rubiera.
In più occasioni l’uomo, oggi 60enne, aveva sfruttato le occasioni in cui si trovavano soli per approfittare della bambina, invece di accudirla così come avrebbe dovuto.
Lo stato confusionale della bambina associato ad alcune tracce biologiche trovate sui suoi indumenti di ritorno da alcune ore trascorse con l’uomo il 23 febbraio 2019, aveva fatto insospettire la mamma. I genitori avevano portato subito la bimba al pronto soccorso per un controllo. Da qui poi la denuncia ai carabinieri e l’avvio delle indagini. Un’attività molto delicata che fu condotta, grazie anche a evidenti riscontri di natura scientifica e con il supporto del personale sanitari specializzato. I militari dell’Arma quindi riuscirono nell’immediato a ricavare elementi tali da inchiodare l’uomo dinanzi alle sue responsabilità.
Gli esiti investigativi posti all’attenzione della magistratura, già a marzo del 2019, avevano consentito alla Procura reggiana di emettere nei suoi confronti un’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari, subito eseguiti dagli stessi militari.
L’altro giorno, il 60enne è stato raggiunto da un provvedimento definitivo che gli impone di scontare la pena residua di 4 anni e 3 mesi per gli stessi reati. Per questo motivo, dopo aver ricevuto la notifica dagli stessi carabinieri è stato associato alla casa circondariale di Reggio Emilia.
La bambina, oggi cresciuta ma ancora minorenne, attraverso la mamma, si costituì parte civile al processo. Fin da subito le venne garantita assistenza psicologica.
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