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La manifestazione 

Presidio di Amnesty per Patrick Zaki «È stato scarcerato ma non è finita»

Michele Paganelli
Presidio di Amnesty per Patrick Zaki «È stato scarcerato ma non è finita»

Ieri nel cortile dell’università cartelloni, candele e sorrisi Il sindaco Luca Vecchi: «La mobilitazione va tenuta viva» 

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REGGIO EMILIA. Dopo la notizia della scarcerazione di Patrick Zaki, da quasi due anni imprigionato in Egitto, alle 18.30 di ieri si è tenuto, nel cortile dell’università in viale Allegri, un presidio organizzato da Amnesty International Reggio Emilia per informare la popolazione sullo sviluppo dei fatti.

Il sostegno al ricercatore dell’università di Bologna affronta il freddo pungente e si materializza in cartelloni, candele e sorrisi. La notizia della scarcerazione è corsa in tutti i canali d’informazione e ha visto presidi organizzati in oltre cinquanta piazze italiane, Reggio Emilia non poteva mancare. «La nostra città ha sempre espresso solidarietà per i diritti umani -–questo il post su Facebook del sindaco Luca Vecchi, presente alla manifestazione – è una notizia inaspettata e positiva, la mobilitazione dovrà essere tenuta viva: è l’atto più serio che possiamo prendere». Sulla stessa scia anche Giovanni Verzellesi, prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha espresso soddisfazione per la notizia e ha ribadito l’impegno che l’università ha sempre dimostrato per la liberazione di Zaki. La sua è una vicenda complessa che offre oggi un «sospiro di sollievo» per Chiara Casotti, attivista di Amnesty International nonché tra gli organizzatori dell’evento.

La notizia della scarcerazione «è un’apertura, anche se sappiamo che molti tra questi casi terminano comunque con una condanna» commenta l’attivista, invitando a mantenere alta l’attenzione e aspettare la prossima udienza che si terrà nei primi giorni di febbraio.

Infatti, la scarcerazione non segna la definitiva liberazione di Zaki, ma un passaggio i cui effetti sono ancora nebulosi e poco prevedibili, essendo previsto l’immediato trasferimento per il giovane in una nuova struttura e successive udienze in tribunale.

Dopo aver brevemente ricostruito i fatti susseguitisi negli ultimi mesi, culminati nella notizia della scarcerazione di ieri, i volontari hanno riportato che, a quanto traspare da fonti di Amnesty International, le condizioni di salute del ricercatore dovrebbero essere buone.

L’evento è poi proseguito con una riflessione sul valore dei diritti umani e sulla necessità di uno sforzo congiunto al fine di condividere la tensione e mantenere viva l’attenzione sulla vicenda. In vista della prossima udienza, fissata per il 1° febbraio 2022, i volontari hanno annunciato un altro presidio, a cui parteciperanno anche le istituzioni, nella speranza di poter fare tornare finalmente nel nostro Paese Patrick Zaki.

Michele Paganelli

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