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il personale sanitario  

Al lavoro senza soste nei centri vaccinali «Speriamo nella tregua il giorno di Natale»

di Ambra Prati
Al lavoro senza soste nei centri vaccinali «Speriamo nella tregua il giorno di Natale»

La dirigente Ausl Sandra Corniani: «Sono tutti allo stremo, se sarà possibile chiuderemo il 25 dicembre e il primo gennaio»

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di Ambra Prati

reggio emilia. Una tregua per Natale: due giorni di riposo (il 25 dicembre e il primo gennaio) per gli oltre 200 operatori sanitari impegnati nelle vaccinazioni. «Se si potrà», «ce lo auguriamo», «se non subentrano esigenze diverse», «al momento è un’ipotesi», ha messo le mani avanti la dottoressa Sandra Corniani, direttore delle professioni sanitarie Ausl.

Anche ieri, giornata festiva dell’Immacolata, 140 sanitari erano al loro posto, impegnati in città (al Padiglione Ziccardi, sede dell’Igiene Pubblica in via Amendola, all’ospedale Spallanzani e ai poliambulatori del Santa Maria Nuova) e nei capoluoghi distrettuali (Montecchio, Scandiano, Correggio, Guastalla e Castelnovo Monti).

«Sono 140 le posizioni di lavoro mediamente occupate ogni giorno sulla campagna vaccinale – ha spiegato Corniani – Si tratta di medici, infermieri e assistenti sanitari, questi ultimi professionisti che agiscono sulla prevenzione territoriale. Tenga presente che diversi medici lavorano a orario ridotto, ad esempio gli specializzandi; una posizione di lavoro può essere composta anche da tre persone attive ad orario settimanale parziale. Tra l’altro è un numero che stiamo incrementando anche adesso».

Quel che è certo è che tutti i sanitari sono allo stremo: dopo due anni in trincea causa Covid, tuttora alle prese con l’impennata di prime dosi e con la necessità di portare avanti le terze dosi, comincia a farsi sentire la sindrome da Renatino (il contestato casaro del Parmigiano-Reggiano che lavora 365 giorni all’anno, ndr).

«Per noi ogni giornata festiva è lavorativa. Anche ieri (per metà giornata) sono state evase nella nostra provincia un totale di 3.567 prenotazioni – ha proseguito la dirigente – Veniamo da un tour de force importante: il personale si è adattato in modo eccezionale a qualsiasi esigenza, a turni massacranti e a servizi spesso attivati in corsa e dislocati in altre sedi, dove stanno prestando servizio sabato, domenica e festivi».

Attualmente la dirigenza può contare su un altro tipo di considerazione. «Nel Reggiano stiamo assolvendo ai debiti vaccinali con una percentuale superiore a quella programmata dalla Regione: il 7 dicembre abbiamo totalizzato oltre 4.400 inoculazioni, ben al di sopra dello standard minimo indicato dalla Regione». Tra l’altro senza quelle file disagevoli che si stanno registrando in altre province. «Ho appena finito una videoconferenza con i centri vaccinali provinciali per fare il punto della situazione e confermo che non si registrano code, grazie al sistema della prenotazione e grazie al fatto che i cittadini rispettano l’orario. Molto dipende dalla puntualità degli utenti, perciò raccomandiamo sempre la puntualità; perché altrimenti dobbiamo scegliere tra lasciare le persone, spesso anziani, fuori dalle strutture al freddo oppure far entrare tutti ad attendere, con il rischio assembramenti. Finora non abbiamo mai mandato via nessuno, nonostante le file soprattutto allo Spallanzani».

Visti gli alti volumi vaccinali, la buona percentuale di adesione (dall’85% al 90%) e il rispetto delle tabelle di marcia «la nostra idea per Natale è di concedere due intere giornate di riposo ai sanitari, per garantire il ristoro e la vicinanza alla famiglia. Ci terremmo a garantire il minimo. In quei due giorni lavorerà la sanità, tranne i punti vaccinali. Vedremo se ci riusciremo».

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