In collina e in montagna ora a fare paura sono le lastre ghiacciate
REGGIO EMILIA. È stata una giornata di attesa, di piccole tempeste alternate a pioggia e a momenti di tranquillità, quella vissuta ieri nella collina e nell’Appennino reggiano fino al Ventasso (foto di Reggio Emilia Meteo ndr.). Molte previsioni parlavano dell’Immacolata come di una data ad alto rischio soprattutto per i possibili fenomeni di pioggia ghiacciata, capace di gelare in tempo reale una volta caduta al suolo creando quindi una patina liscia e instabile, in cui diventa particolarmente difficile mantenere l’equilibrio. Alla fine, però, il maltempo ha solo lambito il territorio reggiano e anche le precipitazioni si sono rivelate sporadiche e non prolungate, mischiate al cielo grigio, al freddo e a una visibilità ridotta. Fino alla tarda mattinata, in tutta la parte più elevata del territorio provinciale non si è visto un solo fiocco di neve, dalle 11 è partita una pioggia mischiata a chicchi ghiacciati che nel giro di pochi minuti si è trasformata in neve, compatta e solida. La sfuriata si è però esaurita in poco più di un’ora, sufficiente ad imbiancare i prati e le case nelle zone dove ancora resisteva il colore; è bastato però attendere la metà del pomeriggio per vedere anche questa sottile coltre bianca svanire, sciolta con il rialzo della temperature. L’8 dicembre è quindi passato indenne ma l’allerta rimane molto alta per le prossime giornate e quanto accaduto ieri non aiuterà. Le temperature rimarranno comunque piuttosto basse, durante la notte si scenderà sicuramente sotto allo zero, e l’acqua accumulatasi anche nell’ultimo periodo è destinata a trasformarsi in ghiaccio, soprattutto nelle “sponde” a Nord, quelle dove anche lo sparuto sole di dicembre non arriva mai. I guidatori dovranno prestare la massima attenzione, soprattutto in montagna, con le sue mille strade e stradine piene di curve e salite che tagliano fra fossi, boschi senza luce, canali e mille contorsioni. Angoli ideali per la formazione di croste di ghiaccio.
Non a caso, già da ieri i trattori, le ruspe e i mezzi pesanti attrezzati per lo spargimento del sale si sono messi all’opera e hanno iniziato a girare nell’ampia rete viaria rurale, così da cercare di ridurre le possibilità di ghiacciate e di garantire la possibilità di collegamento e di movimento anche agli abitanti dei borghi e dei paesini più lontani dai capoluoghi. Il discorso è valido per un terzo abbondante della provincia reggiana, dai colli di Scandiano, Quattro Castella, Albinea e Castellarano a risalire, passando per la collina di Viano, Baiso, San Polo e Vezzano e poi al territorio appenninico.
Adr.Ar.
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