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Stop alle messe abusive e alle prime comunioni Non erano autorizzate

M.F.

Dopo mesi ad alta tensione non si è svolta alcuna cerimonia Il sindaco: «Abbiamo invitato il don a ripristinare i luoghi»

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CASALGRANDE. Un passo indietro dopo mesi ad alta tensione registrati tra la diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e don Claudio Crescimanno, il sacerdote modenese che celebra messe non autorizzate nell’area gestita da una cooperativa agricola a Casalgrande Alto, la cosiddetta Casa del Conte.

Dopo la diffida formale della Curia reggiana che si è ufficialmente rivolta anche agli uffici vaticani per porre fine a quella che a tutti gli effetti è una grave irregolarità, secondo il diritto canonico, ieri non sono state officiate la messa e le prime comunioni annunciate da tempo per il giorno dell’Immacolata.

Del resto, nessuno pare si sia presentato agli appuntamenti prestabiliti, rispettando così anche l’ammonimento della diocesi di Reggio e Guastalla ai propri fedeli.

«Con don Crescimanno ho avuto modo di parlare lunedì scorso – spiega il sindaco Giuseppe Daviddi – in occasione del sopralluogo che abbiamo effettuato al capannone e nell’area dove sono state celebrate le messe non autorizzate. Dalle verifiche è emerso che non vi era alcuna autorizzazione, di qui l’invito al don a ripristinare i luoghi come erano in origine».

Don Crescimanno, 55 anni originario di Modena, attualmente è incardinato nella diocesi di Isernia-Venafro, in Molise. Un sacerdote cattolico regolarmente ordinato.

L’anomalia di questa situazione sta nel fatto che il sacerdote non ha mai chiesto alcuna autorizzazione per celebrare le messe in territorio reggiano alla diocesi di Reggio e Guastalla, né ha informato la diocesi stessa e tantomeno il parroco di Casalgrande. Il canone 265 del diritto canonico però prevede che qualunque sacerdote eserciti il ministero in una diocesi deve avere l’autorizzazione del vescovo locale per operare.

La diocesi reggiana aveva inviato una prima richiesta di chiarimenti il 20 di ottobre senza ottenere risposta, il 30 novembre si era passati alla diffida formale. Ieri il passo indietro del sacerdote diffidato.

M.F.

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