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la difesa 

Vinci: «Ma quale sopralluogo I due si vedevano ogni 6 mesi»

Am.P.
Vinci: «Ma quale sopralluogo I due si vedevano ogni 6 mesi»

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reggio emilia. «A nostro avviso il collegamento tra l’esecutore materiale e il cosiddetto mandante, mio assistito, semplicemente non esiste. Non erano nemmeno amici, semmai conoscenti: si vedevano ogni sei mesi». Così l’avvocato Gianluca Vinci, difensore dell’imprenditore 48enne, ha preannunciato quale sarà la strategia difensiva: contestare il presunto legame tra i due uomini. Per entrambi l’interrogatorio di garanzia si svolgerà domani in tribunale, davanti al Gip Dario De Luca.

«Un’accusa infondata. Il mio assistito non ha commissionato alcunché e quella notte non aveva la più pallida idea che si fosse verificato un incendio – ha proseguito Vinci – Dai messaggi che i due si sono scambiati si evince che anche il 55enne aveva motivi di astio nei confronti del proprietario della Bmw; e quando quest’ultimo ha espresso l’intenzione di danneggiare la macchina il 48enne ha approvato. Ma da qui ad accusarlo di concorso in incendio doloso ce ne passa». Tra l’altro, ha proseguito il legale, non è dato sapere su cosa si baserebbe l’accordo. «Non risulta alcun passaggio di denaro». Sul messaggio delle ore 16 del 9 novembre il difensore ha chiarito: «Era un giorno feriale, il 48enne è passato in via Filippo Re per comprare qualcosa, ha visto la Bmw parcheggiata e l’ha riferito. Per definirlo sopralluogo occorre che avvenga poco prima dei fatti: dalle 16 alle 3 di notte la vettura poteva essere stata spostata».

Am.P.

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