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Presidi sul piede di guerra e la scuola si mobilita «Troppe responsabilità»

Presidi sul piede di guerra e la scuola si mobilita «Troppe responsabilità»

Indetto per oggi uno sciopero del personale scolastico I sindacati: «Il governo sta ignorando la nostra categoria»

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reggio emilia. Un «sovraccarico di responsabilità» causato dal prolungarsi dell’emergenza Covid, a cui non ha fatto da contraltare «un’adeguata considerazione» da parte del governo.

Dopo averlo annunciato il 24 novembre nulla è cambiato e così, oggi, scatta lo sciopero del personale scolastico indetto da Flc Cgil, Uil scuola e Snals, una mobilitazione che toccherà anche diversi poli reggiani e che viene definita da Silvano Saccani, segretario provinciale della Flc, «importante e doverosa. Prevedo una partecipazione diversa rispetto agli ultimi scioperi che abbiamo fatto».

Il prolungarsi «dell’emergenza pandemica – spiegano invece i sindacati regionali – ha determinato per i dirigenti scolastici un sovraccarico di responsabilità e lavoro che per rispondere alle esigenze del tracciamento non conosce tregua nemmeno nei giorni festivi e negli orari serali. Dopo le buone intenzioni dichiarate dal governo, nei fatti all’interno della legge di bilancio, che ha la maggiore disponibilità economica di sempre, nessuna delle richieste avanzate dalla categoria è stata presa in considerazione».

Per questo, proseguono i rappresentanti, «è ora di dire basta e pretendere il rispetto per i dirigenti scolastici nominati dal 2019 che a tutt’oggi non percepiscono ancora la quota variabile dello stipendio (che ammonta a circa mille mensili, ndr) sulla base di una controversa interpretazione del contratto di lavoro».

A scioperare, però, non saranno solo i presidi ma tutto il personale impiegato all’interno di scuole e istituti. Il governo, ribadisce la Cgil Reggio Emilia tramite un comunicato, «non ha fatto nulla per cercare di dare risposte al personale della scuola rimasto senza atto negoziale per il rinnovo del contratto e senza risorse per aumenti a tre cifre come promesso dallo stesso ministro. A parte un insoddisfacente “cercheremo risorse”, che però non è sufficiente per fermare la protesta. Visto che non vengono definiti né capitoli di spesa né possibili incrementi e che nessuna soluzione normativa, nemmeno a costo zero, viene presentata salvo un generico impegno a proseguire con gli incontri. Servono segnali concreti, misure che diano valore alla scuola e dignità professionale al personale».

Inoltre, conclude la Cgil, anche «sul personale precario e sulla necessità di stabilizzarlo nessun confronto è stato ancora aperto. Anche sulle classi troppo numerose non è stato previsto praticamente nulla».

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