Cavallaro raccoglie voti in quota «La montagna mi ha premiato»
Emanuele Cavallaro si dice soddisfatto del risultato della campagna «Abbiamo scovato tanti iscritti che volevano essere rappresentati»
REGGIO EMILIA. Emanuele Cavallaro è molto soddisfatto del risultato ottenuto al termine dalla campagna congressuale contro Massimo Gazza, prossimo segretario del Pd. «Un risultato – dice dalla sua Rubiera – che è andato al di là di ogni previsione».
Adesso cosa si aspetta?
«Per prima cosa chiamo Massimo. Una volta definita la composizione dei delegati dell’assemblea provinciale faremo un incontro per decidere assieme il da farsi».
Qual è il dato politico che l’ha colpita di più in questa campagna?
«Il risultato complessivo. Quando siamo partiti eravamo senza rete e senza avere un’idea del consenso che avremmo ottenuto. L’impressione man mano che andavamo avanti è stata quella di aver scovato tanti iscritti che aspettavano di essere rappresentati».
Rispetto ai singoli congressi, ha avuto qualche sorpresa positiva?
«Sono rimasto soddisfatto del risultato ottenuto complessivamente in città e molto significativa è stata la vittoria a Castelnovo Monti, in montagna, dove c’è da lavorare di più e dove le sfide e le criticità sociali sono più avanti che altrove. E poi a Ventasso, dove c’è stato un dibattito vero e dove gli iscritti per partecipare al congresso hanno dovuto affrontare lunghi viaggi in auto a testimonianza di un attaccamento al Pd davvero forte. Vanno ringraziati».
Che ruolo hanno giocato i sindaci in questo congresso?
«Sicuramente molto importante. Nel mio caso poi hanno avuto un’importanza particolare. Proprio gli amministratori locali e i giovani sono stati i primi a sostenermi».
Il suo obiettivo è una gestione unitaria del Pd?
«Lo abbiamo sempre detto che ci saremmo trovati a gestire insieme il partito. È chi vince che deve decidere cosa e come fare. È giusto che sia così perché serve rispetto per il risultato del voto».
L’ha favorita essere sempre stato un lettiano?
«Il Pd è un partito democratico nei fatti in cui gli iscritti votano e quando un 40% sostiene un outsider come il sottoscritto significa che è un partito senza padroni. Spero che il risultato di Reggio favorisca Letta che in questo momento gode di grande consenso nel Pd. Oggi siamo tutti lettiani e auspico che continui così».
Roberto Fontanili
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