L’abbraccio dei suoi volontari per l’addio a Silvano Ferri
Croce rossa in divisa al funerale del 70enne che era uno dei suoi pilastri Palloncini bianchi e rossi liberati in cielo dopo la commossa cerimonia funebre
Caterina Chiossi
SCANDIANO. Con una cerimonia commossa e partecipata, ieri Scandiano ha detto addio a Silvano Ferri, il 70enne colonna del volontariato e della Croce Rossa morto nel tragico incidente di giovedì sulla variante Pedemontana.
Davanti alla chiesa di San Ruffino, dove si sono celebrate le esequie, già un’ora prima dell’inizio della funzione religiosa il sagrato ha iniziato a riempirsi di gente che voleva dare l’ultimo saluto a Silvano, un uomo stimato e benvoluto da tutti per l’impegno profuso in tanti anni a favore di tutti coloro che necessitavano di aiuto, come uno dei fondatori della locale sezione della Croce Rossa.
Nei vari capannelli le parole che risuonavano raccontavano di un uomo che si è speso soprattutto là dove c’era il dolore, un uomo buono, generoso e sempre pronto ad ascoltare, con il rammarico nei discorsi di tutti per la fine prematura di una persona che avrebbe potuto dare ancora molto alla comunità.
Ad aspettare il feretro c’erano soprattutto tantissimi volontari della Croce Rossa scandianese, tutti in divisa, che hanno formato due ali rosse per poter rendere l’estremo saluto al loro collega e amico. A fianco dei famigliari, erano presenti il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti che presenziava sia in veste istituzionale che come amico tanto di Silvano quanto del figlio Marco suo ex vicesindaco, i sindaci di Viano e di Casalgrande, il deputato del Pd Andrea Rossi e le delegazioni dell’Anpas di Casalgrande, della Protezione Civile e i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Quando è iniziata la funzione religiosa, celebrata da don Paolo Crotti, parroco dell’Unità Pastorale “Pieve di Scandiano”, il silenzio si è fatto assoluto e le sue parole, diffuse dagli altoparlanti posizionati fuori dalla chiesa, sono arrivate al cuore dei presenti, soprattutto quando ha evidenziato la generosità di Silvano che non esitava mai a fare un turno in più per fare compagnia a un volontario più anziano e che si commuoveva di fronte alle sofferenze, in particolare di quella dei bambini, semplicemente, con passione e con sensibilità straordinaria. «E in questo senso – ha proseguito don Crotti – la morte lo ha trovato vivo nell’amore per gli altri e in particolare per la moglie Cosetta, con cui ha condiviso una vita intera, e per suo figlio Marco».
Quindi hanno preso la parola alcune volontarie della Croce Rossa che, avendo ben conosciuto Silvano, hanno ribadito l’amore che lui provava ed esternava per la sua famiglia e hanno ricordato le parole di Papa Francesco: «Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio agli altri», cosa che Silvano attuava tutti i giorni. E rivolgendogli un ultimo ringraziamento per gli insegnamenti e l’amicizia che ha donato a tutti i volontari che hanno collaborato con lui.
Alla fine della cerimonia, come ultimo saluto, tutte le sirene delle ambulanze hanno suonato e centinaia di palloncini bianchi e rossi, i colori della Croce rossa, sono stati liberati e hanno per un attimo coperto il cielo al di sopra della chiesa. Così Scandiano ha abbracciato per l’ultima volta uno dei suoi punti di riferimento.
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