Reggio Emilia: aziende vicine alla 'ndrangheta prendono contributi per il Covid, quattro denunce
La Guardia di Finanza di Guastalla ha scoperto l'indebita percezione, per un valore di 100mila euro, da parte di alcuni calabresi attivi nella Bassa nei settori dell'autotrasporto, servizi ed edilizia
REGGIO EMILIA. Quattro società attive nella Bassa, nei cui confronti era stato emesso un provvedimento interdittivo antimafia da parte della Prefettura di Reggio Emilia, in quanto indiziate di vicinanza ad ambienti legati alla criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista, hanno indebitamente percepito e tentato di ottenere contributi pubblici a fondo perduto, previsti dai decreti Rilancio e Liquidità, emanati dal Governo per fronteggiare l'emergenza legata al Covid - 19, per un importo pari ad oltre 100.000 euro,
Per questo motivo i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, in forza alla Tenenza di Guastalla, all’esito dei controlli, hanno segnalato i quattro imprenditori – tutti di origine calabrese ed operanti nel settore dell’autotrasporto, dell’edilizia e dei servizi - alla procura per indebite percezioni di erogazioni in danno dello Stato.
Le denunce sono il frutto di un'attività di controllo disposta dalle fiamme gialle per controllare i percettori di contributi statali.
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