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Imprenditori in lutto per Maurizio Ruozi

J.D.P.
Imprenditori in lutto per Maurizio Ruozi

Unindustria piange il titolare della Flexbimec morto per un malore alla Maratona di Reggio. Il funerale si svolgerà giovedì

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ALBINEA. È unanime il cordoglio del mondo imprenditoriale e sportivo per la scomparsa di Maurizio Ruozi, il titolare della Flexbimec di Albinea deceduto domenica in ospedale, all’età di 51 anni, dopo essere stato colto da un malore nel corso della Maratona di Reggio.

Il funerale si svolgerà giovedì 16 dicembre, anche se ieri non era ancora stato fissato l’orario.

Ruozi era un ciclista amatoriale e un podista; si era iscritto alla gara presentando un certificato medico.

L’uomo si è sentito male al chilometro 28, in località Ghiardello, tra via Giovanardi e via della Polita. Una podista lombarda, di professione infermiera, l’ha soccorso subito, ma purtroppo non si è potuto evitare la tragedia.

L’imprenditore di Albinea lascia la moglie Simonetta e le figlie Lucia e Francesca.

Il presidente di Unindustria, Fabio Storchi, la vicepresidente Giorgia Iasoni e il direttore generale Filippo Di Gregorio hanno espresso cordoglio alla famiglia e all’azienda a nome di tutta l’associazione di categoria reggiana.

La Flexbimec produce elementi per l’oleodinamica dal 1974 e si è specializzata nel settore della movimentazione dei fluidi lubrificanti con lo sviluppo di una vasta gamma di attrezzature per la lubrificazione.

I membri della Commissione Internazionalizzazione di Unindustria e il Consorzio Automotive Industrial Project ieri hanno voluto ricordare l’impegno profuso da Ruozi in favore della competitività nei mercati globali delle aziende reggiane.

La cugina del 51enne, la giornalista Valentina Ruozi, ha dedicato al suo parente un affettuoso ricordo. «Mauri, come tutti lo chiamavano, era un ragazzo semplice, un eterno ragazzo sempre con il sorriso sulle labbra – ha scritto Valentina –. Lo ricordo sorridente nella nostra casa d’infanzia, con la nostra nonna che sferruzzava una sciarpa dalla sua solita matassa rosa salmone, o mentre in giardino, nelle sere d’estate imitava qualche mossa di kung fu, uno sport che amava praticare in gioventù e della cui presenza nella sua vita, ricordo un maxi poster di Bruce Lee, appeso in bella vista alla porta della sua camera. Io ero solo una bambina piccola, all’epoca, lui un ragazzo già grande, lo guardavo girare per casa con quella camminata quasi danzata e lo ammiravo da lontano con, come sottofondo lo sferruzzare della nonna. Poi lo ricordo al suo matrimonio, alla nascita delle sue bambine, lo ricordo nel giardino di casa, lo ricordo passare in bicicletta o di corsa, gli occhi sempre orientati alla meta, in qualche via delle sue colline, lo ricordo seduto alla sua scrivania, lo ricordo come un papà meraviglioso, sempre presente per le sue ragazze, una figura di riferimento per i suoi colleghi, innamorato del suo business, della sua azienda, dei suoi progetti. Lo ricordo pacato, un po’ sognatore, un bravo osservatore… Lo ricordo anche dopo, anche quando da quella casa d’infanzia un giorno siamo usciti, siamo diventati grandi, le nostre strade si sono snodate lontane dalle magnolie di quel giardino in cui giocavamo da piccoli, seppur sia certa che il nostro cuore sia sempre stato là, nel luogo caldo e accogliente dei pomeriggi passati nella cucina di nonna, a prenderci in giro e a ridere a crepapelle. E sono certa che stesse sorridendo anche ieri, mentre correva la sua maratona, pensando alle sue tre ragazze che lo attendevano al traguardo, orgoglioso e felice. E sono certa che da qualche parte, dal cielo o da una collina soleggiata ci stia sorridendo anche ora, direttamente dal chilometro 42, di qualche via lattea di questo cielo azzurro di dicembre. Ciao Mauri, da me e da tutti coloro che ti vogliono bene».

J.D.P.

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