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Marzio Iotti rompe il silenzio: «Ecco la mia verità sul caso En.Cor»

Jacopo Della Porta
Marzio Iotti rompe il silenzio: «Ecco la mia verità sul caso En.Cor»

Il libro “Solo sindaco” è in vendita da ieri in paese. «Sono caduto battendomi per la tutela ambientale»

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CORREGGIO. «Questo libro risponde al mio desiderio di raccontare, prima di tutto ai miei famigliari e agli amici, la storia del mio percorso come amministratore pubblico. In particolare, riguardo a una vicenda, quella della società En.Cor, sulla quale si è detto molto… Non sempre in modo informato. Ho descritto semplicemente il mio punto di vista». Marzio Iotti ha affidato a un libro autoprodotto, dal titolo “Solo sindaco”, le sue riflessioni sull’esperienza di amministratore.

La fascetta applicata al volumetto recita: «Come prevedere la crisi energetica ed essere condannati dalla Corte dei Conti». Il riferimento è alla nota vicenda di En.Cor, per la quale lui e l’ex direttore generale del Comune sono stati condannati a risarcire oltre sei milioni di euro.

Il libro è in vendita a 10 euro, al momento solo nelle due librerie di Correggio “Moby Dick” e “Libreria Ligabue” e nei prossimi giorni anche nelle edicole del paese.

«Perché ora il libro? – scrive Iotti in una breve nota –. Perché le vicende processuali che mi hanno riguardato sono praticamente concluse, e questo mi permette di scrivere più serenamente, senza timori di interferire con il loro percorso. E anche perché credo che, in un periodo come quello che stiamo attraversando, in cui parole come sostenibilità, energia, transizione ecologica, sono ormai un rumore di fondo, la mia storia, le mie posizioni e i miei intenti, siano più che mai attuali».

Domande senza risposta

In merito alla vicenda di En.Cor, Iotti pone delle domande retoriche.

«Se è vero, come è stato affermato, da consiglieri e politici, anche di maggioranza, che si doveva agire diversamente, che bisognava fare questo invece di quello, che bisognava prendere decisioni diverse, perché non hanno mai preso nessuna iniziativa formale per proporre o obbligare scelte diverse?».

E ancora. «Perché nei suoi due esposti alla Corte dei Conti il sindaco Ilenia Malavasi ha affermato che per la prima (lettera di patronage) io non avrei avuto nessuna autorizzazione del Consiglio comunale, quando invece ero stato regolarmente autorizzato – con la delibera numero 20 del 2007 – dalla votazione alla quale lei stessa era presente?» .

Iotti si chiede come mai la Corte dei Conti, nel suo atto di citazione, abbia dato per buona questa e altre affermazioni, nonostante ci siano documenti che attestano il contrario («I documenti sono in mio possesso, a disposizione di chi vuole vederli»).

«Morte sociale»

A rendere il libro interessante, oltre ai riferimenti a En.Cor, sono le riflessioni su politica e ambientalismo. Iotti, che si definisce «un caduto in una battaglia per la tutela ambientale», traccia un bilancio esistenziale nel quale guarda con disincanto alla sua vicenda di uomo che è andato incontro alla «morte sociale». E con la schiettezza di chi non ha più nulla da perdere, a proposito della sua situazione, scrive righe graffianti. «Ci sono alcuni vantaggi. Non si deve più faticare a distinguere i leccaculo da chi è vero e sincero». Non manca l’ironia amara. «Se a qualcuno viene in mente di chiederti dei soldi, puoi rispondere: ma li hai letti i giornali?».

La sua scrittura a tratti si fa filosofica. «Tutto sommato ci si sente più leggeri, soprattutto se si riflette sulla pochezza di quella parte di vita sociale che si è persa. Infatti, se c’è una cosa che alla fine è stata per me vantaggiosa, è di aver potuto troncare i rapporti con un buon numero di volti che hanno popolato la vita politica locale».

Il finale è all’insegna del carpe diem oraziano: «Proverò a vivere il presente, cercando di non rimuginare inutilmente sul passato e senza aspettarmi nulla dal futuro».

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