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Pd, Gazza e l’identikit del tesoriere «Subito un piano per FestaReggio»

Roberto Fontanili
Pd, Gazza e l’identikit del tesoriere «Subito un piano per FestaReggio»

Il neosegretario: «Affiderò i conti a un padre nobile del partito. I debiti pregressi? Ce ne faremo carico»

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. In attesa della ratifica dei risultati congressuali da parte della Commissione di Garanzia del Pd (che si è riunita ieri) – e della conferma per il 19 dicembre della convocazione dell’assemblea provinciale – il segretario provinciale designato, Massimo Gazza, è già al lavoro per imprimere una svolta al Pd reggiano.

Se sul piano politico le priorità del neosegretario sono, come ha anticipato, «il lavoro e il recupero delle aree interne» sul piano organizzativo invece sta già lavorando sull’individuazione dei nuovi organi dirigenti, in cui sarà garantita la parità di genere, e sulla figura del tesoriere.

Un ruolo centrale e strategico per una federazione in ambasce economiche, per il quale il nuovo segretario sta pensando, «ad un padre nobile del Pd che goda di autorevolezza in tutto il partito», al pari della figura di nuova creazione «che si occupi esclusivamente del tesseramento».

Segretario quale sarà la sua prima mossa?

«Penso che la priorità del nostro partito sia il lavoro e per questo non appena sarà ratificata la mia elezione chiederò un incontro alle forze sindacali e a quelle economico-sociali».

Invece sul piano organizzativo interno al Pd?

«La prima azione sarà quella di generare le condizioni perché il Pd sia la casa di tutti, in un percorso all’insegna dell’unità praticata che tenga conto dei congressi e del clima politico che si è determinato. I congressi hanno riattivato e rivitalizzato il partito. Il fatto che circa 2.400 persone siano andate a votare è stata una grande attestazione di fiducia nei dirigenti e va interpretato come un incoraggiamento a portare avanti un percorso nel quale deve essere chiaro che gli avversari non sono interni ma esterni. Servirà equilibrio nella formazione degli organi dirigenti togliendo, se possibile, le casacche congressuali, valorizzando il merito e le competenze e non l’appartenenza. Così come saranno organismi in cui sarà garantita la parità di genere. Un criterio che fa parte del patrimonio genetico del Pd».

La segreteria provinciale sarà un organo snello o pletorico?

«Penso ad un organismo strutturato e articolato che tenga conto di tutti gli spazi e le sensibilità politiche di tutti coloro che ci vogliono stare. Ho intenzione di inserire in segreteria una figura che ritengo strategica e che si occupi esclusivamente del tesseramento. La mia idea è quella di pescare tra le figure nobili del nostro partito e che non debbono essere per forza della mozione che mi ha sostenuto. Uno dei primi temi su cui dovrà lavorare la segreteria saranno gli Stati generali sulla montagna. È una priorità politica anche a Reggio e lo dicono i risultati elettorali. Il Pd deve essere la casa di tutti».

Quindi i nuovi organismi del Pd saranno aperti all’ingresso anche di nuovi dirigenti? Penso alla sua apertura ad Articolo 1.

«Il Pd deve essere la casa comune del centrosinistra. Un partito che si apre alle forze alla sua sinistra così come all’ecologismo, che è un tema molto rilevante. Va seguita la strada che sta percorrendo Enrico Letta con l’esperienza delle Agorà che va strutturata anche a Reggio».

Veniamo alla scelta di due figure fondamentali per il Pd: il responsabile dell’organizzazione e il tesoriere.

«Ho una mia idea. Penso che anche queste figure chiave, se c’è la disponibilità, debbono essere gestite dai padri nobili di questo partito che abbiano un’autorevolezza riconosciuta da tutto il sistema partito».

Resta il tema del rilancio di Festareggio, su cui si è discusso anche nei congressi.

«Il tema di Festareggio è la sostenibilità. Già nelle prossime settimane metteremo in campo un piano economico dettagliato perché non ci possiamo permettere avventure alla cieca».

Vi occuperete anche dei debiti pregressi?

«Assolutamente sì. Chi viene dopo deve anche farsi carico delle criticità del passato».

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