Reggio perde due posti È 19esima in Italia per qualità della vita
REGGIO EMILIA. Sarà l’effetto della pandemia, sarà qualche straordinaria congiunzione astrale. Fatto sta che è tutto un saliscendi nella 32esima edizione della classifica che Il Sole 24 Ore elabora per misurare la qualità della vita nelle province italiane. La nostra è fra le poche che mantengono sostanzialmente il proprio piazzamento, scendendo di soli due scalini per attestarsi su una dignitosa 19esima posizione. In passato, però, avevamo guadagnato una medaglia d'oro e due d'argento.
Bologna, che l'anno scorso era prima, è ora sesta. Bolzano, che solitamente sale sul podio in queste graduatorie, deve accontentarsi del quinto posto, scalandone tre. Risulta prima Trieste, avanzata di 4 posti. La segue Milano, con un balzo di dieci.
Le altre province dell'Emilia-Romagna sono sensibilmente arretrate: Parma è dodicesima (meno 4), Modena 24esima (-9), Ravenna 27esima (-5), Piacenza 38esima (-14), Forlì-Cesena 40esima (-26), Rimini 43esima (-7) e Ferrara 45esima (-11).
L'indagine si basa su 90 indicatori statistici raggruppati in sei ambiti: Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Ambiente e servizi, Cultura e tempo libero.
I dati raccolti si riferiscono perlopiù al 2020, ma quelli di 28 parametri sono aggiornati al 2021, alcuni addirittura agli scorsi mesi di settembre e ottobre. Vi è poi una decina di indici sintetici, che aggregano più parametri. Reggio Emilia brilla soltanto per la sua consolidata eccellenza nelle piste ciclabili, di cui guida la classifica con 45,7 metri equivalenti ogni cento abitanti in città, una lunghezza cinque volte superiore alla media italiana. Finisce invece nella 106esima e penultima posizione per le librerie, avendone solamente 3,8 ogni centomila abitanti contro le 7,7 mediamente esistenti nella nostra nazione.
Ma è probabile che la recentissima apertura della libreria Giunti nel centro dell’esagono ci farà avanzare un po’. In ogni caso stupisce questa apparente scarsità di consumo culturale. Non suscita meraviglia, invece, la pessima valutazione del nostro clima, che condividiamo con gran parte dell’area padana.
Mentre una volta ci lamentavamo della nebbia ora siamo assillati dalle ondate di calore. In questa graduatoria particolare ci collochiamo addirittura al 95esimo posto, con ben 73 giorni in un anno con temperatura percepita pari o superiore a 30 gradi. Alla calura afosa non corrisponde il benefico soleggiamento, che fa risultare la nostra provincia 67esima, con una media di sole 6,9 ore di sole al giorno.
Reggio è poi 44esima per quanto concerne gli eventi estremi, avendo contato 22 giorni con più di 40 millimetri di pioggia. Fra le classifiche relative ai sei indicatori sintetici si può apprezzare quella relativa all’ambiente e ai servizi, che ci vede al 15esimo posto, con una discesa di tre scalini.
Il maggiore arretramento, dalla nona alla 23esima posizione, si verifica nell’ambito degli affari e del lavoro, in cui la nostra provincia si distingueva al punto da avere ottenuto addirittura 4 medaglie d'oro, altrettante d'argento e due di bronzo.
Il che non sembra avere danneggiato la ricchezza e i consumi, per i quali siamo saliti di otto posti, fino al 19esimo. È stata poi prodigiosa, di 42 gradini, l'ascesa nella classifica della giustizia e della sicurezza, che ci porta al 24esimo posto. È forte (di 20 passi) anche l’avanzata fino al 28esimo posto nell'indicatore della demografia e società. Rimaniamo molto indietro, 72esimi, nella cultura e nel tempo libero, malgrado il progresso di quattro posizioni.
Luciano Salsi
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