Sanità reggiana in rivolta «Stabilizzate gli operatori»
Volantinaggio di Cgil e Uil davanti agli ospedali: «Situazione impensabile»
reggio emilia. La pandemia e gli ospedali al collasso sembra che non abbiamo insegnato nulla. E così, ancora una volta, la sanità si trova a dover fronteggiare risorse statali insufficienti per garantire le assunzioni che sarebbero necessarie – e dovute – a molti dipendenti e operatori sanitari. Una situazione definita «insostenibile» dai sindacati Fp Cgil e Uil Fpl di Reggio Emilia.
Che, in forte polemica con i colleghi della Cisl Fp, hanno organizzato per la giornata di oggi un volantinaggio davanti agli ospedali di città e provincia «per dire no al blocco delle assunzioni, per dire no alla mancata proroga dei contratti a tempo determinato e per chiedere lo sblocco dei finanziamenti per la sanità».
Le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali cominciano con una premesse: «Pur apprezzando lo sforzo e l’impegno della Regione Emilia-Romagna sulle politiche assunzionali, impegno messo in campo nel 2020 e per parte di quest’anno, riteniamo grave l’indicazione data alle aziende sanitarie di bloccare in termini generali le assunzioni in relazione alle difficoltà legate al bilancio regionale. Che, soprattutto nella parte relativa alla sanità, è in grandissima sofferenza».
Grave perché, continuano Fp Cgil e Uil Fpl, «i bisogni delle persone, a differenza delle assunzioni, non si possono fermare e i servizi per funzionare hanno bisogno di persone che ci lavorino dentro. Oggi la garanzia del diritto alla salute passa per una serie innumerevoli di prestazioni e servizi aggiuntivi rispetto al passato».
Centri vaccinali, aumento dei posti letto di terapia intensiva e dei trasporti in emergenza, aumento delle situazioni di disagio della popolazione di tutte le fasce di età, apertura nuovi reparti dedicati a fronteggiare il Covid e recupero delle liste di attesa «sono questioni a cui dare risposta», continuano le sigle, e a cui è necessario provvedere «aumentando le dotazioni organiche e valorizzando i professionisti».
Per questo «riteniamo impensabile che oggi si blocchino ancora le assunzioni e che si lascino a casa i lavoratori con contratti a tempo determinato in scadenza, che invece pensiamo debbano essere stabilizzati. Perché giovani e preparati e perché sono una grande risorsa per la nostra sanità. Non si può accettare che i dipendenti che abbiano acquisito nel 2021 o che matureranno nel 2022 i requisiti per la stabilizzazione continuino ad esser lasciati a casa».
Servono dunque «certezze, questo è personale formato che può esser richiamato subito in servizio. Attendere il 18 gennaio come teorizza la Cisl Fp, ha lo stesso significato della frase “Adda passà’a nuttata!”. Alla Regione chiediamo di battere i pugni sul tavolo del ministero della Salute e dell’Economia perché stanzino le risorse necessarie, non si può infatti accettare che la “straordinaria” situazione legata alla pandemia trovi risposta dal finanziamento “ordinario” da parte dello Stato».
I rappresentati sindacali, concludono, non vogliono «entrare nella logica del male minore da gestire quando i temi da trattare sono il diritto alla salute e una visione dei bisogni sociali ai quali la legge di stabilità in discussione non da adeguate risposte. Rivendichiamo il diritto alla salute e il benessere delle comunità come diritto universale delle persone e tuteliamo le lavoratrici ed i lavoratori per garantirlo, se la Cisl Fp pensa di mobilitarsi tra oltre un mese, Fp Cgil e Uil Fpl ritengono lo si debba fare adesso per ottenere sin da subito risposte certe, questi non sono temi che possono essere rimandati “al domani”».
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