Tante bici, poche luci «Bisogna intervenire anche con sanzioni»
REGGIO EMILIA. Tra le campagne di sensibilizzazione storiche di Fiab Tuttinbici c’è quella del Ciclista Illuminato, che si ripete ogni autunno. «La mobilità dolce è un diritto per tutti ed è un bene che sempre più cittadini pedalino da casa al lavoro, da casa a scuola o negli altri spostamenti quotidiani – affermano dall’associazione – Con le giornate che si accorciano sempre di più non è solo della maglia termica e dell’impermeabile che bisogna preoccuparsi: l’equipaggiamento richiede la presenza fissa e funzionante delle luci posteriori e anteriori, di catarifrangenti ai raggi e altri accessori rifrangenti da indossare o da allacciare, per esempio, alla caviglia». E ancora: «Occorre farsi notare nel traffico. Bisogna circolare, come minimo, con luci anteriori e posteriori funzionanti e accese». I volontari Fiab anche quest’anno, si sono posizionati in cinque punti del centro storico.
«Il censimento ci aiuta a far luce su quanto è frequente la buona pratica di accendere le luci e utilizzare altri accorgimenti: nelle precedenti rilevazioni il 30% del campione è risultato illuminato, anche se non in modo sempre completo, il restante, cioè il 70% era sprovvisto di qualunque sistema di illuminazione». I dati di quest’anno sono i seguenti: Porta Castello (29% illuminati-non illuminati 71%, rilevamento del 6 dicembre); via Nobili (5% illuminati-non illuminati 65%) e Porta S.Stefano (30% illuminati-non illuminati 70%), entrambi il 7 dicembre; Porta Santa Croce (21% illuminati-non illuminati 79%), il 9 dicembre; Porta San Pietro (27% illuminati-non illuminati 73%).
«Abbiamo considerato illuminati i ciclisti con una lucina fievole posteriore e anteriore, senza valutare altri elementi come rifrangenti e catadriotti: non saremmo arrivati a un illuminato – spiegano dall’associazione – Sono dati sconfortanti e preoccupanti. Crediamo si possa constatare la totale inconsapevolezza dei ciclisti: non hanno idea di come sono “visti” dai veicoli che incrociano, quindi non ritengono necessario illuminare la bici. Da parte nostra parliamo con i ciclisti, distribuiamo sconti per l’acquisto di impianto di illuminazione, distribuiamo le strisce rifrangenti adesive da attaccare sulle bici, ma oltre a questo la competenza passa alle autorità preposte». Fiab Tuttinbici ritiene «ormai doveroso e urgente da parte di tutte le autorità competenti, municipale, amministrazione intervenire: una campagna di informazione e a seguire, sanzioni. Un ciclista illuminato marca la differenza: non solo per il rispetto delle regole, ma soprattutto per il rispetto di se stesso».
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