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Una raccolta firme per portare a casa Leo

Elisa Pederzoli
Una raccolta firme per portare a casa Leo

Su change.org in poche ore ha visto oltre 200 adesioni. L’avvocatessa Fava: «Il governo difenda il suo piccolo cittadino»

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NOVELLARA. Una raccolta firme per chiedere al governo italiano di riportare a casa Leo. È l’iniziativa a favore di Ilaria Sassone e del suo bambino, che ha 5 anni e da 2 è in Turchia, dove il padre lo ha portato illegalmente. A promuovere l’iniziativa è stata l’avvocatessa Giovanna Fava, che segue Ilaria in questa difficile e lunga battaglia legale. Una battaglia dove non sono bastate due sentenze a favore emesse dei giudici turchi perché il bambino, cittadino italiano, venisse rimpatriato. Anche l’ultimo verdetto, datato 8 dicembre scorso, sebbene abbia confermato già la sentenza di primo grado, disponendo che il bimbo ritorni a Novellara, non è immediatamente esecutivo. Questo vuol dire altri mesi, altre incognite, nella circostanza più che probabile che il padre faccia ricorso. Ma intanto sono già passati due anni senza che Leo abbia mai potuto fare ritorno a casa. Un bambino italiano portato via senza il consenso della madre e dunque illegalmente. In Italia, a Firenze, c’è un processo per sottrazione di minore a carico dell’uomo, al quale i giudici italiani hanno tolto la responsabilità genitoriale.

«Chiediamo che il governo italiano difenda il suo piccolo cittadino, esiga il rispetto delle sentenze e del suo diritto a crescere con la mamma nel suo Paese che è l’Italia – scrive l’avvocatessa Giovanna Fava – Io sostengo il diritto di Ilaria e di Leonardo perché è un diritto fondamentale che nessuno può permettesi di violare». Lanciata ieri su change.org con il titolo “Riportiamo Leonardo in Italia”, la raccolta firme in poche ore ha registrato numerose adesioni: in serata erano già oltre le 200.

La battaglia di Ilaria Sassone è iniziata ormai oltre due anni fa. Prima è stata combattuta in Italia, quando alla fine della relazione col padre di suo figlio – un cittadino tedesco di origine turca – in discussione c’era l’affidamento condiviso del bambino. Ma quando i giudici hanno detto che avrebbe dovuto stare con lei a Novellara, il padre, per tutta risposta, come aveva minacciato di fare più volte lo ha portato in Turchia, illegalmente. Per mesi Ilaria non ha avuto di loro alcuna notizia. Grazie al lavoro dell’avvocatessa Fava, ad indagini e accertamenti in Turchia, è riuscita a rintracciarli, e in questi due anni, con il procedimento per l’affidamento del bambino iniziato anche in Turchia, ha rispettato ogni prescrizione. Ottenendo dal tribunale solo per brevi periodi di poter stare con il piccolo, come sta accadendo in questi giorni, ma sempre in Turchia. Di fronte alla seconda sentenza favorevole al rimpatrio di Leo, è stata una doccia fredda apprendere che ancora una volta la sentenza non permetteva al piccolo di tornare. A favore di Leo e Ilaria si sta esprimendo l’opinione pubblica, e parlamentari reggiani Pd come Antonella Incerti hanno chiesto rassicurazioni alla sottosegretaria agli Esteri, Marina Sereni. Tutti vogliono che Leo torni a casa, in Italia.

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