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Caos a Massenzatico 

Impossibile pagare alle Poste: cassa chiusa e niente contanti

Luciano Salsi
Impossibile pagare alle Poste: cassa chiusa e niente contanti

Ieri lunghe file e la rabbia scaricata sull’unica impiegata Confsalcom proclama lo sciopero degli straordinari

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. Negli uffici postali della nostra provincia il vaso del disservizio è quasi colmo da tempo. L'hanno fatto traboccare i cartelli che ieri mattina a Massenzatico annunciavano, per motivi imprecisati, sia la chiusura dell'Atm, la cassa automatica Postamat, sia l'impossibilità di effettuare operazioni in denaro contante. Si può immaginare il disappunto della clientela, in larga misura anziana, di fronte all'invito a recarsi agli uffici più vicini dotati di Atm, il Reggio 3 vicino al Tribunale e quello di Bagnolo in Piano, entrambi distanti diversi chilometri. I malcapitati non hanno trovato di meglio che prendersela con l'unica addetta presente agli sportelli, senza peraltro ripetere le intemperanze che a Reggio 2, vicino alla stazione, hanno richiesto l'intervento dei carabinieri. Il sindacato Confsalcom ha reagito proclamando da venerdì 17 dicembre al 16 gennaio lo sciopero degli straordinari, che comporta sempre la sospensione del servizio all'orario di chiusura, cioè alle 13,45 per la maggior parte degli uffici o alle 19,05 per quelli come Reggio 1 che aprono anche al pomeriggio.

«Contestiamo da tempo – spiega Francesco Arcuri, segretario provinciale di Confsalcom – la carenza di personale e la scarsa attenzione della filiale reggiana di Poste Italiane alle nostre segnalazioni. Comprendiamo le proteste per una situazione che penalizza sia i cittadini sia i lavoratori».

Il caso specifico è scaturito dall'assenza per malattia della seconda impiegata di Massenzatico incaricata di rifornire di contante la cassa automatica e l'ufficio.

«Sarebbe spettato alla filiale – obietta Arcuri – sostituire immediatamente l'addetta. Le nostre richieste rimangono inascoltate. Le difficoltà sono generalizzate. Si formano spesso code e la gente pretende di essere servita anche dopo l’orario di chiusura, ma il contratto di lavoro lo consente solo se la filiale emana un ordine di servizio scritto almeno due ore prima. Diversamente il personale rischia una denuncia se avviene una rapina o un incidente».

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