Gazzetta di Reggio

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Domani a a Milano 

Oltre mille reggiani allo sciopero indetto contro la manovra del governo Draghi

Roberto Fontanili
Oltre mille reggiani allo sciopero indetto contro la manovra del governo Draghi

Cgil e Uil scendono in piazza: «Tra i motivi principali giustizia fiscale, lavoro, pensioni affrontati senza logica» 

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A sette anni di distanza dall’ultimo sciopero generale indetto, anche allora solo da Cgil e Uil nel 2014, per protestare contro il Jobs Act, i due sindacati tornano in piazza domani per una nuova mobilitazione nazionale, senza la Cisl. I reggiani, come è consuetudine consolidata ci saranno e anche numerosi. Già ieri erano 25 i pullman prenotati e in partenza da tutta la provincia verso Milano, dove si attende la presenza di oltre un migliaio di reggiani. Proprio nel capoluogo lombardo è prevista una delle cinque manifestazioni interregionali, mentre le altre si svolgeranno a Bari, Cagliari, e Palermo, a cui si aggiunge quella di Roma dove convergerà anche una parte degli iscritti della Uil reggiani e modenesi per assistere agli interventi dei due segretari nazionali della Cgil Maurizio Landini e della Uil Pierpaolo Bombardieri.

Le ragioni di questo sciopero generale che vede i sindacati confederali divisi, con la Cisl che ha programmato una propria manifestazione nazionale a Roma per il 18 dicembre, sono state illustrate ieri dai segretari della Cgil reggiana Cristian Sesena e da Luigi Tollari segretario della Uil di Reggio e Modena. È una mobilitazione generale, hanno sottolineato i due segretari, «che si è resa necessaria a causa di una manovra finanziaria insoddisfacente in particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, del contrasto alle delocalizzazioni e all’evasione fiscale, della lotta alla precarietà del lavoro, soprattutto dei giovani e delle donne e della non autosufficienza».

Ma a far propendere per lo sciopero generale è stata soprattutto la decisione del governo di non coinvolgere le forze sindacali nella discussione sulla manovra e l’adozione di una politica fiscale che per Cgil e Uil «non interviene per ridurre le diseguaglianze, favorendo i redditi medio alti, a scapito di quelli più bassi e non genera uno sviluppo equo del Paese e un’occupazione stabile».

«Ci aspettavamo molto di più da questa manovra finanziaria e da questo presidente del Consiglio che piace alla Bce – ha rimarcato Cristian Sesena – a partire dal fisco, dove sono previste decontribuzioni alte (fino a 900 euro l’anno) per redditi medio-alti e cioè superiori ai 50mila euro l’anno e decontribuzioni basse (da 1 a 6 euro al mese) per quella parte di popolazione che ne ha più bisogno con redditi che arrivano fino a 25mila euro».

Allo stesso modo, ha proseguito Tollari «non si interviene sulla precarizzazione del mondo del lavoro e sulle pensioni. Non ci aspettavamo la cancellazione degli effetti disastrosi della Legge Fornero, che porteranno a pensioni misere per le giovani generazioni, ma almeno un segnale di cambiamento». Che non è arrivato. Così come entrambi i segretari hanno denunciato come «dal 2015 ad oggi alle imprese siano stati dati 175 miliardi senza chiedere in cambio alcuna garanzia su stabilizzazioni, investimenti, delocalizzazioni». Per il segretario della Uil di Modena e Reggio,infine, «su lavoro, sanità, fisco, pensioni, nessuno si può dirsi anche solo minimamente soddisfatto. Abbiamo proclamato lo sciopero e chiediamo rispetto perché lo sciopero è un sacrificio per tutti, ma dopo il 16 saremo disponibili ad un nuovo confronto».

La partenza dei pullman organizzati dalla Cgil è prevista da Piazzale Europa per Reggio città, mentre altri pullman partiranno da Castelnovo Monti, Correggio, Guastalla, Sant’Ilario e Scandiano e per prenotare è ancora possibile chiamare lo 0522/457238-7.



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