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Protesta davanti all’ospedale «Basta con i tagli alla sanità»

Anna Luna Di Marzo
Protesta davanti all’ospedale «Basta con i tagli alla sanità»

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Anna Luna Di Marzo

REGGIO EMILIA. Ieri mattina davanti all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia si è tenuto il presidio organizzato dai sindacati provinciali Cgil e Uil per dire “no” al blocco delle assunzioni, alla mancata proroga dei contratti a tempo determinato e per chiedere lo sblocco dei finanziamenti per la sanità.

«Siamo qui per rivendicare il diritto alla sanità di qualità – spiega Mauro Nicolini, segretario provinciale Fp Cgil Reggio Emilia – Per problemi di bilancio ci sono stati continui tagli sui lavoratori, e ora non si riesce a svolgere un lavoro di qualità e non si può garantire un buon servizio sanitario».

In un momento di crisi causato dalla pandemia di Covid, tanti dipendenti della sanità pubblica si ritrovano oberati di lavoro e responsabilità. «La sanità necessita di finanziamenti – continua Nicolini – e noi anche domani, giorno in cui abbiamo proclamato lo sciopero generale, scenderemo in piazza a Milano per rivendicare aiuti da parte dello Stato. La sanità va presa in considerazione, non possiamo abbandonare né i dipendenti né i pazienti. Si tratta di rispettare la dignità delle persone». Insieme a Mauro Nicolini c’è anche Elena Strozzi, segretaria confederale Cgil: «Nonostante durante la prima fase di lockdown si sia molto parlato del valore degli operatori sanitari e del valore di un sistema sanitario nazionale pubblico, in realtà non c’è sostenibilità. Questo ha prodotto per le regioni in generale dei grandissimi momenti di difficoltà. C’è un problema di sostenibilità economica e le esigenze sono tante».

Anche Giuseppe Belloni, segretario Fp Uil Reggio Emilia, si unisce alle richieste dei colleghi sindacalisti: «Da ottobre non vengono rinnovati i contratti a tempo determinato. Questo avviene a causa della Regione, che ha deciso di non assumere nuovo personale e lasciare a casa tanti lavoratori. I tagli partono dall’alto e colpiscono sempre coloro che lavorano davvero. Anche noi domani saremo in piazza – conclude – e non ci fermeremo finché il diritto al lavoro non sarà riconosciuto a tutti. A maggior ragione in un settore tanto importante come quello della sanità. Sia per chi ci lavora, sia per i pazienti».

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