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Il consiglio comunale al prefetto 

«Stop a richieste di pagamento rivolte ai richiedenti asilo»

«Stop a richieste di pagamento rivolte ai richiedenti asilo»

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REGGIO EMILIA. Il consiglio comunale chiede al prefetto di fermare le ingiunzioni di pagamento ai richiedenti asilo: «Bene il voto in consiglio comunale – sottolineano i consiglieri Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli di Coalizione Civica– ora occupiamoci delle persone o ci troveremo a gestire più avanti una bomba sociale».

Questi i fatti. La Prefettura di Reggio Emilia, dallo scorso agosto, continua, come testimoniato dall'appello firmato tra gli altri da Città Migrante, Coop Papa Giovanni e Parrocchia di Pratofontana, nel lavoro di revoca dei richiedenti asilo dei percorsi di accoglienza, nel caso dovessero superare il reddito lordo annuo di 5.983,64 euro.

Nonostante l'azione da parte della Prefettura sia legale, dal mero punto di vista giuridico (Decreto Accoglienza 2015) la situazione è qualcosa di surreale poiché non solo, per lo Stato avere un reddito lordo di neanche 6.000 euro l'anno voglia dire essere economicamente indipendenti ma in più tutte queste persone dovranno pagare allo stato una somma che va tra i 20 e i 40.000 euro come compenso per l’accoglienza ricevuta. Da agosto ci sono state 115 revoche (molte di queste con ingiunzioni di pagamento) mentre altre 222 sono legate all’allontanamento volontario dei beneficiari.

Il consiglio comunale ha approvato una mozione dei consiglieri Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli in merito a un dialogo con la Prefettura per revoche e relative ingiunzioni di pagamento ai richiedenti asilo. Si chiede al sindaco di farsi portavoce con la Prefettura di queste problematiche, per intraprendere un percorso di accompagnamento all’uscita delle persone affinché il richiedente asilo esca dal progetto solo nel momento in cui gli sia possibile avere un alloggio adeguato e sicuro. Il documento approvato è stato poi inoltrato al Ministero dell’Interno. «Se io sono una persona da aiutare e con riscatto sociale esco dalla soglia di povertà, tu Stato non puoi chiedermi 40.000 euro diretti altrimenti non ho spirito di uscire dal sistema di aiuti e mi inviti a darmi alla clandestinità» dicono De Lucia e Aguzzoli. E ancora: «Se è prassi che una Prefettura realizzi delle revoche è invece più raro chieda le ingiunzioni di pagamento, assieme a quella di Trento la nostra è la Prefettura che si sta muovendo di più nel richiederle. Non possiamo e non dobbiamo rimanere con le mani in mano».

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