Torna a casa, 17enne picchiato e rapinato
Lo studente aggredito da due banditi che chiedevano della cassaforte ma si sono accontentati di sfilargli dal polso il Rolex
Ambra Prati
reggio emilia. «Apri la cassaforte, apri la cassaforte!».
È l’intimazione che si è sentito ripetere, in un italiano stentato, un giovane di 17 anni appena entrato in casa da due sconosciuti, mentre questi lo picchiavano e se ne andavano dopo avergli sfilato il Rolex dal polso.
Un’altra rapina in villa è stata messa a segno nel tardo pomeriggio di lunedì, in un’abitazione nel quartiere del Buco del Signore; a soli cinque giorni di distanza dalla rapina con sequestro di persona avvenuta nella dimora dell’imprenditore Dante Bigi.
Segno di una recrudescenza della criminalità nel periodo più propizio, sotto Natale. Stavolta però i contorni sono molto meno chiari.
Erano le 18.45 quando lo studente ha fatto rientro nella sua abitazione, una villetta a schiera vicino al campo da baseball. A quell’ora non c’era nessuno in casa. Il 17enne è entrato dal garage e in quel momento è scattato il sistema d’allarme antintrusione. Il giovane ha percorso il tragitto dal garage all’ingresso, è entrato, ha acceso la luce e ha notato al pian terreno una finestra basculante aperta, che ha subito chiuso, visto il freddo; ed è poi salito al primo piano, dove si trova la centralina del sistema di sicurezza. Pensava a un falso allarme. Appena giunto davanti al congegno elettronico, il giovane è stato aggredito alle spalle da due sconosciuti, con il volto coperto da un passamontagna, sbucati dal nulla. Mentre veniva colpito con pugni e con un oggetto contundente lo studente è caduto a terra, mentre i malviventi continuavano con quella richiesta insistente della cassaforte. Spaesato e colto di sorpresa, il giovane non ha proferito parola; così, forse presi dalla fretta, dopo aver scambiato qualche parola in una lingua straniera non precisata, i banditi spazientiti hanno sfilano il Rolex che il 17enne indossava e sono fuggiti come lepri dalla porta principale, sparendo nel buio.
Il ragazzo sotto shock ha subito lanciato l’allarme ai genitori (che sono accorsi a casa con il cuore in gola) e al 113. Sul posto è arrivata una pattuglia delle Volanti, che ha raccolto a caldo il sommario racconto dell’aggredito.
È stata chiamata un’ambulanza e il minorenne è finito al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, dove dopo essere stato medicato per lesioni superficiali riscontrate in varie parti del corpo è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Il giovane era in stato di shock: si è comprensibilmente molto spaventato.
Il bottino del colpo si è limitato al Rolex. Una piccola cassaforte era in effetti presente nella villetta, ma il contenuto era modesto e non è nemmeno detto che i banditi fossero a conoscenza della presenza del forziere: potrebbero aver “bluffato”.
È probabile che ad attendere i due fuori, alla guida di un’auto, ci fosse un “palo”.
Considerata la gravità dell’accaduto l’indagine è subito passata alla Squadra Mobile della polizia di Stato, che ha avviato i primi accertamenti.
Sono diversi gli aspetti da chiarire. Anzitutto com’è possibile che i malviventi siano riusciti a entrare nell’abitazione vuota con l’allarme in funzione: forse da quella finestra a pian terreno trovata aperta? O erano appena entrati? L’oggetto contundente usato per colpire il giovane non è stato rinvenuto: si ipotizza che non fosse un piede di porco, perché altrimenti le ferite dell’aggredito sarebbero state maggiori.
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