I rimborsi non chiesti nel lockdown servono per portare tutti a teatro
REGGIO EMILIA. Concerti, spettacoli di danza, ma anche una sbirciatina dietro le quinte, oppure un viaggio attraverso i segreti del Teatro Municipale Valli. Tutto questo sarà possibile grazie al “Biglietto Sospeso”, nato dalla generosità dei tanti spettatori che, durante il primo lockdown, hanno deciso di rinunciare al rimborso dei biglietti o abbonamenti relativi a spettacoli che erano stati cancellati per la chiusura dei teatri.
Per il progetto la Fondazione I Teatri ha collaborato con gli assessorati alla cultura e al welfare del Comune di Reggio, Centro di solidarietà di Reggio Emilia, Centro Interculturale Mondoinsieme, Centro servizi per il volontariato. «In un momento difficile come quello che il lockdown ha rappresentato per tutti noi, e anche per tutta la cultura, questa grande solidarietà ci ha molto colpiti – spiega il direttore della Fondazione I Teatri, Paolo Cantù – così abbiamo deciso di restituire qualcosa alla comunità: alle associazioni sul territorio offriamo biglietti gratuiti e la possibilità di vivere e appassionarsi all’esperienza del teatro; un’altra parte è stata impiegata per rendere i nostri teatri ancora più belli con alcuni interventi di manutenzione che, altrimenti, non avremmo potuto fare».
«Una grande lezione di umanità, prima ancora che di musica e spettacolo, da parte dei Teatri di Reggio», commenta Anna Fontana, a nome del Ceis.
«Per le associazioni di volontariato e per le persone da loro seguite e sostenute, quella offerta del “Biglietto Sospeso” è un’opportunità speciale e apprezzatissima – aggiunge Federica Severini, referente reggiana di Csv Emilia – per la qualità della proposta, per la sensibilità e l’attenzione che si trova alla base del Progetto e perché si tratta di un grande gesto inclusivo, particolarmente apprezzato in questo periodo così complesso. Quando ci è stato chiesto di collaborare, abbiamo subito aderito con la massima convinzione, era davvero un’opportunità speciale. Non possiamo che ringraziare di cuore la Fondazione I Teatri e tutti gli abbonati che hanno deciso di a rinunciare al rimborso dei loro biglietti o dei loro abbonamenti».
Teatri, Ceis, Csv e Mondoinsieme hanno collaborato da un lato per individuare gli spettacoli e, dall’altro, per trovare le associazioni più adatte per accogliere al meglio le proposte. Per dare ancora più valore all’esperienza, gli spettacoli verranno sempre preceduti da momenti di confronto e di incontro con i protagonisti alla macchina teatrale.
I primi a sperimentare sono stati alcuni esponenti delle comunità tamil e albanese, e alcuni membri della Filef che hanno assistito allo spettacolo di danza “Political Mother unplugged” di Hofesh Shechter, dopo una visita del Teatro Ariosto e del Teatro Valli. Poi, ancora, la lezione concerto di Emanuele Ferrari alla Cavallerizza ha visto la partecipazione dei giovani delle case famiglia del Ceis, dei membri del “Gruppo mamma a scuola” di Mondoinsieme, e dei membri dell’Associazione Passaparola e del Csv. Una dozzina di spettatori sono poi stati invitati ad assistere al concerto al pianoforte di Alexander Malofeev. E tante altre occasioni ancora ci saranno nel corso della stagione.
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